Riso amaro e riflessione col “Diario della pandemia” di Grasso

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Presentato a Matera il libro che ripercorre tutte le fasi dell’emergenza sanitaria

“Tutto è partito dalla Cina ma in che modo resta un giallo”. E ancora: “L’Italia era così preparata ad affrontare un’emergenza epidemica e sanitaria da non avere nemmeno un Piano pandemico aggiornato”. Sono solo due delle centinaia di battute e aforismi raccolti nel “Diario semiserio della pandemia che ha sconvolto il mondo” del giornalista e scrittore Antonio Grasso. Non il classico racconto o il solito romanzo di genere. Ma un testo sui generis. Di più. La “variante” ironica alla narrazione ufficiale. Il libro, pubblicato da Borè Editore, è stato presentato a Matera nella saletta della libreria Di Giulio. Già il titolo “2020 = QUARANTENA” e la vignetta di copertina preparano il lettore all’iperbole del testo. Nel “mirino” di Grasso tutti i luoghi comuni della stessa pandemia, le più bizzarre trovate e i più stravaganti tic, i ritardi e le inadempienze gestionali, gli sprechi e le speculazioni, le schizofrenie legislative e le fake news veicolate a piene mani nella convivenza quotidiana col virus. Fin dalla sua misteriosa origine, in Cina. Attingendo dalla banca del sano umorismo a piccole dosi, l’autore fotografa le oggettive incongruenze e le molteplici anomalie gestionali dell’emergenza sanitaria. Lo fa, fra una metafora e l’altra, col coraggio di chi sa di poter apparire cinico e perfino irriguardoso. Ben sorretto, però, dalla consapevolezza che il pianto e la rabbia possono solo moltiplicare i timori e le preoccupazioni. Al contrario dell’ironia che, usata con delicatezza interiore, diventa un antidoto al dolore e alla sofferenza collettiva. Non a caso, il libro è dedicato – fra gli altri – “a chi ha perduto gli affetti, il lavoro e la serenità”.

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