PD. “Siamo una risorsa per il partito e vogliamo diventare un valore aggiunto”.

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Partito Democratico, i sindaci del Materano chiedono un svolta del partito tenendo conto dell’importanza delle esperienze passate ma con una seria rigenerazione della classe dirigente dando la giusta attenzione agli amministratori. “Siamo una risorsa per il partito e vogliamo diventare un valore aggiunto”.

Ben venti comuni della provincia di Matera rappresentati, con undici sindaci presenti, sei dei quali non iscritti al Partito Democratico.
Sono i numeri, certamente emblematici, di una riunione molto partecipata e dibattuta che si è svolta allo scalo di Grassano-Garaguso-Tricarico per far partire un nuovo corso del partito sia a livello locale, che nazionale.
Protagonisti i primi cittadini, che da sempre rappresentano il proprio front-office del territorio, i quali hanno chiesto a gran voce maggiore protagonismo all’interno di un processo di rinnovamento della classe dirigente.
“Da sindaci – recita una nota – chiediamo maggiore spazio nella costruzione del nuovo partito. Il doppio appuntamento, per l’elezione del segretario lucano e di quello nazionale, deve diventare l’occasione per cambiare la filosofia del PD e la sua struttura interna. C’è bisogno di avviare una nuova fase di ampio respiro al partito, anche per dare maggiore attenzione al territorio ed affrontare i problemi che lo attanagliano. Il PD deve tornare a parlare ai cittadini con un linguaggio più semplice e accessibile. Riteniamo imprescindibile che si cambi la rotta di un partito che nel corso degli anni ha perso il suo contatto con la base e ha la necessità di tornare ad essere più presente, pratico e concreto.
Per fare ciò non si può non ripartire dai sindaci, che nel loro percorso politico-amministrativo hanno il doppio vantaggio di essere a conoscenza dei problemi veri, reali del territorio amministrato e di aver acquisito nel corso degli anni competenza e praticità che sono alla base di un modo di amministrare efficace e produttivo.
Si dia, dunque, maggiore protagonismo ai primi cittadini e si faccia in modo che possano diventare un valore aggiunto. Riteniamo che l’unione, la sinergia e il dialogo tra le varie anime del partito, le esperienze pregresse (che non vanno perse) e, appunto, quella nuova “leva” politica rappresentata da sindaci ed amministratori locali possano far ripartire con vigore l’azione del PD ed evitare, così, quella sequela di sconfitte nazionali e locali (ricordiamo, a titolo di esempio, la sconfitta alle regionali e quelle per il rinnovo dei Consigli comunali nei due capoluoghi lucani) che hanno costretto il partito all’opposizione.
Da ultimo giova sottolineare che solo con un rinnovato protagonismo dei sindaci e del territorio molti primi cittadini attualmente non tesserati, proprio in virtù dell’occasione rappresentata dai congressi regionale e nazionale, potrebbero trovare le giuste motivazioni e gli stimoli idonei per entrare nella grande famiglia del PD.
Nell’intenzione di avviare altri incontri sul territorio per rafforzare questo impegno, il nostro, non è superfluo sottolinearlo, è anche il tentativo di aprire una finestra su tutto il centrosinistra, anche tenendo conto che le citate sconfitte elettorali hanno riguardato tutta l’area progressista.
Non è più tempo di tentennamenti, dunque: il Partito Democratico si apra al territorio e, attraverso il citato rinnovamento della sua classe dirigente rilanci l’azione politica anche all’interno del fronte di centrosinistra”.

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