CHIUSI GLI STATI GENERALI DELLA SCUOLA DI MATERA

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Conclusa ieri, nell’Auditorium “Gervasio” la tre giorni degli Stati Generali della Scuola, ideata dalla giornalista Elisa Forte e realizzata dalla Cooperativa “Voglia di bene” in co progettazione con il Comune di Matera e con il contributo della Provincia di Matera,  che ha animato la città dal 4 al 6 dicembre. Il progetto, che proseguirà, il 17  dicembre con una diretta web incentrata attorno ai temi fondamentali del settore, ha riunito in oltre 12 incontri, circa 60 relatori provenienti dai  diversi  settori che ruotano attorno alla scuola e che si sono confrontati nel corso dei diversi panel previsti.
Nel corso dell’incontro finale, condotto dalla giornalista di Mediaset, Maria Luisa Sgobba, vice presidente nazionale dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana), è stato tracciato un primo bilancio del lavoro svolto  durante le giornate materane.
Scolari, studenti, docenti, operatori del settore si sono confrontati sui temi caldi del settore, che mai come ora vive una fase di trasformazione dovuta al periodo post pandemico e al rapporto con le nuove tecnologie. 
Ne è emerso un documento di straordinario valore perché partito dal basso e in grado di intercettare tutte le voci messe in gioco. Dieci i punti in cui il documento, che viene consegnato al Ministro per l’Istruzione e il Merito, è stato suddiviso e che scandaglia tutto ciò che ruota attorno al mondo della scuola, dalla crescita sociale, al recupero del senso della parola “corpo docente”. Inoltre dal lavoro svolto dai facilitatori della cooperativa materana “La città essenziale”  (Eustachio Martino e Lucia Surano)  svolto da settimane nelle scuole della città, dalle materne alle  superiori, con un questionario nel quale tutti sono stati invitati a descrivere bisogni e valori della scuola,   sono emersi anche altri stimoli come quelli segnalati dagli scolari che  hanno chiesto un rapporto più diretto con la natura mentre i ragazzi più grandi hanno bisogno di  spazi di condivisione più ampi in cui ritrovarsi. 
il Manifesto vuole fornire una base di riflessione sulle istanze di docenti, studenti e studentesse e genitori e al contempo aspira a divenire un supporto programmatico per i futuri interventi che interesseranno la comunità scolastica. La prima parole-chiave che gli esperti hanno tratto dal documento  è stata ascolto. E’ stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara a inviare  una nota, affidata a Claudia Datena, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Basilicata in cui ha espresso apprezzamento  per il lavoro di sensibilizzazione svolto  <A  favore di una riflessione propositiva e diffusamente condivisa per il rinnovamento della scuola italiana. Lodevole il coinvolgimento della comunità locale e regionale con il nobile intento di intraprendere un percorso a sostegno e supporto delle istituzioni nel pianificare in sintonia progetti di ripresa per la tutela degli interessi e del futuro degli studenti>. Il ministro ha poi aggiunto nel suo  messaggio inviato al sindaco di Matera  <Sono certo che l’impegno profuso da tutti coloro che hanno preso parte attiva alla realizzazione dell’evento, costituirà preziosa linfa vitale per il confronto sulle prospettive del nostro sistema educativo>.Sempre la dirigente ha sottolineato alcuni dei progetti della Basilicata tra cui lo Sportello Europa a supporto di percorsi di internazionalizzazione, dall’Erasmus agli scambi fra Paesi. Sull’Agenda 2030 ha aggiunto: <E’ un obiettivo che riguarda tutti e che ha affidato alla scuola il compito di traghettare la società verso un nuovo modo di vivere il mondo>.
Il  sindaco di Matera, Domenico Bennardi  ha commentato: <Matera è capitale europea della Cultura e l’istruzione  e la scuola ne sono  elementi  fondativi. Volevamo fortemente che il Manifesto della  Scuola che verrà,  partisse dalla nostra città e cominciasse il suo percorso dal basso, coinvolgendo tutta la filiera di questo settore. Dopo la pandemia c’è da riscrivere la scuola del futuro soprattutto per l’approccio cognitivo didattico, curando le ferite che la pandemia ha lasciato.  Gli Stati Generali della Scuola hanno come obiettivo  quello di dialogare con il Governo, con l’Ufficio scolastico regionale  diventando un appuntamento  fisso, un luogo in cui parlare di didattica, edilizia, editoria scolastica>.
L’assessore alle Politiche della Scuola e giovanili,  Valeria Piscopiello ha aggiunto: <Siamo davanti a una generazione che interagisce di meno rispetto al passato, ma al tempo stesso molto creativa.  La scuola non necessita solo di bravi docenti, ma anche di docenti che sanno gestire la trasformazione. È necessaria quindi una rivisitazione del reclutamento dei docenti oltre che garantire una formazione  degli stessi che debba  includere una solida base socio-pedagogica e di didattica >. Per l’assessora alla Cultura, Tiziana D’Oppido: <Sono state tre giornate entusiasmanti, dense di appuntamenti, dibattiti e presentazioni in cui, studenti, docenti, dirigenti e istituzioni hanno apportato dei contributi importanti sulla scuola del presente e del futuro che crediamo debbano essere attenzionati dal Ministero dell’Istruzione. L’auspicio è quello di non disperdere la preziosa eredità raccolta e di poter replicare questa esperienza coinvolgente nei prossimi anni>. 
Coinvolgente l’esibizione di Jazz Combo, formazione del Liceo Musicale  di Matera che ha eseguito alcuni  brani dal vivo  tratti da repertorio contemporaneo e jazz, a conferma dell’obiettivo dei ragazzi di uscire dai confini scolastici. Agli studenti è stata poi affidata la parola in un momento corale  riservato agli istituti Comprensivi Semeria,  Minozzi-Festa,  Torraca,  Bramante, Pascoli, alla Ragioneria, all’Istituto Alberghiero, al  Professionale e al Classico. E da loro sono giunte alcune delle richieste, dai luoghi di condivisione, alla valutazione che gli studenti amerebbero senza voti e senza competizione, con più laboratori e attrezzature tecnologiche.  Gli studenti del liceo artistico “Levi” coordinati dal regista-docente Geo Coretti hanno presentato un video in cui hanno raccontato il percorso che dalle scuole è entrato a far parte del Manifesto della Scuola che verrà  e che si è svolto nei differenti istituti, coinvolgendo ragazzi di tutte le età.
Gli Stati Generali della Scuola sono stati dedicati alla memoria di Mario Lodi, padre della pedagogia rivoluzionaria del quale è stata ricordata la figura con un recital tratto da scritti originali di Lodi, interpretato dall’attrice Antonella Delli Gatti e dell’artista di live painting torinese Stefano Giorgi che trae ispirazione dalla pittura aleatoria e dalla pittura cinese a inchiostro.
Parte fondamentale del percorso degli Stati Generali è stata rappresentata dall’apporto della Fondazione Casillo che ha condiviso il progetto, sostenendolo con convinzione. Spiega la presidente Cardenia Casillo : <L’impegno civile nasce dal mondo delle aziende e dall’eredità del fondatore dell’azienda, mio padre Vincenzo. La svolta nella nostra attività nasce dal momento in cui ho scelto di dedicarmi completamente alla Fondazione; è stato un periodo di osservazione del territorio, delle necessità e dei bisogni. I nostri obiettivi sono il sostegno all’istruzione, alla formazione e all’inserimento lavorativo ma anche l’assistenza sociale e sanitaria.  Siamo accanto agli Stati Generali della Scuola perché questo percorso ci ha coinvolti e segue la nostra attività;è una risposta concreta a quello che noi volevamo attuare. Ci auguriamo che questo sia un primo passo di un lungo percorso>. Interessante l’intervento di Maria Pia Veladiano che ha sottolineato: <La scuola deve uscire dalla ritualità d’aula. La scuola è un bene pubblico, come l’acqua e la sanità – e rivolta agi studenti  li ha esortati a non – lasciarsela scippare. Quando ai ragazzi si offrono tutti gli strumenti e non ha espulso nessuno, solo allora si potrà giudicare nello stesso modo>. Alle ragazze in particolare si è rivolta, segnalando l’assenza nei ruoli di responsabilità >.
Per Amelia Melaccio insegnante  e esperta di plusdotazione e didattica per lo sviluppo dei talenti è fondamentale coltivare il talento felice,  rendendo i  ragazzi  capaci di coltivare e valorizzare il loro talento. In un video nel quale sono stati descritti alcuni dei limiti che i ragazzi trovano a volte a scuola, l’analisi ha descritto alcuni passaggi, meccanismi per i quali è strategico far emergere il potenziale dei ragazzi. <La maggior parte di questi  ragazzi è infelice e sola perché il modo in cui comunicano con i loro compagni e i docenti non è lo stesso.  La forza dell’insegnante  può essere devastante o determinante. E’  un mentore, un influencer,  una star che si deve osservare e che si deve voler imitare.  Questa relazione non è essere, ma sentire>.
Ai lavori è intervenuto anche il Garante per l’Infanzia  e l’adolescenza di Basilicata, Vincenzo Giuliano che  ha spiegato: <Abbiamo un territorio che si sta spopolando, i nostri comuni stanno scomparendo e con loro anche le scuole dei piccoli comuni e questo vuol dire  bocciare, ad esempio,  i ragazzi con difficoltà di trasporto. Non possiamo fare scuola con gli stessi  metodi di 60 anni fa. Da Matera deve partite l’esigenza di salvare le scuole dei piccoli centri, costruendo una didattica nuova che faccia riferimento ai bisogni di quel comune>. Edmondo Soave, presidente delle Federazione Italiana Scuole materne ha aggiunto: <Gli insegnanti sono persone molto fortunate e a volte non se ne rendono conto, perché non invecchiano mai. Non capita spesso a chi non fa l’insegnante di confrontarsi con i ragazzi; partire dalle scuole materne come è accaduto con gli Stati generali è molto importante ; i bambini sono il vero miracolo dell’umanità, della società. Credo che la scuola sia una cosa troppo seria per lasciarla in mano ai professori. Le famiglie hanno il dovere morale di seguirli da vicino>.
Entusiasmo dilagante con l’arrivo di Vincenzo Schettini, fisico, musicista ma soprattutto influencer grazie alla sua pagina social “La fisica che ci piace”. Rivolgendosi ai ragazzi,  si è raccontato a cuore aperto: <Sognavo di fare l’insegnante  ma a un certo punto ho avvertito il senso di soffocamento:  dovevo finire il programma, partecipare ai consigli di classe nei quali c’era sempre all’ordine del giorno, l’andamento didattico disciplinare.  La scuola, invece, oggi sta cambiando e i primi che mi ringraziano per quello che dico e faccio, sono i colleghi. Durante la pandemia loro sono stati messi in gioco e hanno tenuto alta la testa del sistema scolastico. Il cambiamento della scuola deve partire dalla tecnologia,  che dimostra che  ai ragazzi piace studiare>. Sul sistema della Dad, si è chiesto: <Perché dopo la pandemia è scomparsa? Non è normale che uno studente che grazie alla tecnologia potrebbe sfruttare la classe ibrida, non ha più questa possibilità. Mi auguro che gli Stati Generali siano punto di riferimento per le vere discussioni>.
La storia di vita e di scelta civica di Ilaria Maggi, fondatrice dell’associazione “La via dei colori” ha colto nel profondo la platea dell’Auditorium, grazie al racconto di vita che l’ha portata a una scelta di cambiamento. Dall’essere madre di un bambino maltrattato in un asilo di Pistoia a creare un luogo di ascolto e consulenza che purtroppo ancora oggi raccoglie testimonianze di una scuola che  non funziona e punisce. Nel suo discorso ha sottolineato un particolare che appartiene al linguaggio comune che definisce i piccoli come “minori”  e non “minorenni” e ai ragazzi ha consigliato di non abbassare la testa, di parlare e farsi sentire perché i genitori sanno ascoltarli e i percorsi in salita e solitudine, così, cambiano itinerario diventando crescita collettiva.
Elisa  Forte, ideatrice degli Stati Generali della Scuola  ha tracciato un bilancio di quello che è nato come percorso per <Far ascoltare le voci di chi  la scuola la fa ogni giorno e di chi la vive da studente, verso una crescita personale, sociale e collettiva che segnerà quelle vite. Il Manifesto della Scuola che verrà – ha proseguito – mette per la prima volta in un testo complessivo non solo i bisogni ma soprattutto le prospettive di una scuola che sta crescendo e che per farlo ha bisogno del contributo di tutti, a cominciare dal Governo, dagli enti locali per arrivare ai dirigenti ai docenti e ai ragazzi,  motore di una svolta che parte dal Mezzogiorno e ci auguriamo coinvolga tutto il Paese>

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