PNRR, l’intervento di Latronico al tavolo di partenariato

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“Il PNRR in Basilicata rappresenta una sicura opportunità per affrontare i temi di coesione e di convergenza.

La Regione Basilicata è tuttora nell’area della convergenza, ci sono divari storici da colmare nel settore delle infrastrutture, dei servizi sociali e delle reti produttive.

La manovra come sappiamo è complessa, ha dei limiti che riguardano la tempestività della realizzazione degli interventi, mi riferisco ai limiti temporali e alla complessità delle procedure amministrative per realizzare i progetti programmati nel ciclo di un triennio.

La parte che più riguarda il dipartimento che ho l’onore di guidare, ambiente, territorio ed energia, vede la presenza di interventi importanti che vorrei sottolineare.

In particolare le missioni che riguardano il dipartimento ambiente si riferiscono alla missione due, rivoluzione verde e transizione ecologica, che contiene alcune azioni volte a colmare quelle lacune strutturali che oggi non consentono la realizzazione di interventi circolari proprio per esempio nel campo del trattamento dei rifiuti, ove ad oggi è evidente un deficit impiantistico.

La missione due del PNRR Basilicata ha una dotazione di circa 356 M€, a fronte di richieste dell’ordine di 652 M€, e di questi 61 M€ sono in capo alle direzioni competenti per materia, 36 milioni a Comuni e Province e 196 milioni ad enti sub regionali, 11,5 milioni all’ Autorità di Distretto idrografico dell’appennino meridionale.

Rifiuti e bonifiche

Tra queste azioni che sono contemplate nella missione due intendo segnalare quella che va nella direzione di costruire un’economia circolare valorizzando i rifiuti e facendone un’occasione di sviluppo attraverso la realizzazione di un’adeguata e distribuita impiantistica.

La missione va nella direzione di costruire una impiantistica distribuita su scala territoriale, siamo riusciti a collocarci con successo su alcuni bandi che ci metteranno in condizione di realizzare il trattamento dell’umido proprio qui in regione, superando una situazione controversa che attualmente comporta l’esportazione dei rifiuti in altri siti di altre regioni italiane con oneri non indifferenti a carico dei degli utenti e ricadute ambientali in generale.

Non meno importante l’azione finalizzata alla bonifica dei siti inquinati spesso per passate attività industriali e dei cosiddetti siti orfani.

Risorse Idriche

L’altro dato, altrettanto significativo, riguarda la risorsa idrica.

Sia il gestore del servizio idrico integrato, l’Acquedotto Lucano, sia di altri organismi che a vario titolo si occupano della distribuzione dell’acqua, il Consorzio di Bonifica piuttosto che l’Ente Irrigazione, lamentano e patiscono una situazione di vetustà delle reti con perdite idriche che superano il 60% rispetto ai volumi immessi in rete.

Si sopportano costi diretti a causa della dispersione della risorsa idrica, che è una risorsa di straordinario valore, a cui si aggiungono costi indiretti che attengono alla gestione di queste reti vetuste.

C’è un costo occulto potremmo dire che riguarda il costo energetico perché l’orografia della Basilicata comporta oneri di sollevamento quindi costi energetici significativi che in quest’ultimo anno sono diventati insostenibili per l’esplosione dei costi.

L’intervento sulle reti avrà non solo l’obiettivo di abbattere la dispersione idrica, ma avrà anche di contenere i costi energetici medesimi.

Sono da evidenziare a questo riguardo le preoccupazioni per stare nei tempi definiti dal PNRR e dal REACT EU nel settore dell’ammodernamento delle reti idriche e raggiungere l’obiettivo delle progettazioni esecutive e dell’appalto delle opere.

La risorsa idrica rappresenta un tema di valore strategico per il mezzogiorno e per la Basilicata che è produttrice di questa risorsa con ipoteche sul suo assetto territoriale non sempre totalmente e concretamente apprezzato dalle regioni contermini che pure si avvalgono di questa preziosa risorsa.

A questo riguardo Ministro Fitto richiamiamo la sua consueta attenzione proprio sull’accordo di programma sull’acqua tra le regioni Puglia e Basilicata, di cui lei fu artefice, perché non si disperda la sua ispirazione originaria di solidarietà tra le Regioni e nel contempo l’acqua diventi un potenziale di accrescimento dello sviluppo e della collaborazione tra Regioni del sud est del paese.

Insieme all’attuazione di una nuova governance sull’acqua che valorizzi il potenziale degli invasi e degli schemi idrici attuali secondo una visione unitaria che concentri e qualifichi l’efficacia delle azioni.

La regione a questo riguardo ha assegnato all’autorità regionale del ciclo delle acque e dei rifiuti Egrib un fondo di rotazione per la progettazione degli interventi sulle reti idriche e fognanti al fine di potenziare le attività di progettazione dei soggetti attuatori degli interventi.

Uguale assistenza è stata assicurata dall’EGRIB ai comuni per la proposta di candidatura in seguito ai bandi del ministero della transizione a valere sulle misure A, B, C (missione 2 componente 1) per sostenere un ciclo di raccolta e di riuso dei rifiuti sull’intero territorio regionale.

Alcuni finanziamenti sono stati acquisiti sulla linea A, ad oggi si attendono gli esiti degli altri bandi.

Fonti Energetiche Rinnovabili (FER)

E’ da segnalare il lavoro che la Regione sta facendo per dare attuazione alla realizzazione dei progetti nel campo delle fonti rinnovabili.

La Basilicata ha un parco progetti significativo, sono più di 200 i progetti presentati da privati che attendono una istruttoria.

Colgo l’occasione della presenza del ministro Fitto, che ringrazio, per segnalare che proprio l’attuazione delle azioni del PNRR suggerisce una valutazione sulla capacità amministrativa delle regioni, degli enti locali che va analizzata e supportata.

Occorre valutare, come già ho avuto modo di segnalare sia al ministro Fitto che al ministro Pichetto Frattin, l’urgenza di  elaborare una strategia  di semplificazione  amministrativa per consentire una istruttoria in tempi ragionevoli e contestualmente un potenziamento delle competenze adeguate per l’istruttoria di progetti privati e pubblici da mettere a disposizione delle Regioni e dei comuni, competenze adeguate e quindi possibilità di reclutamenti anche straordinari in posizioni di staff temporanei per poter garantire lo smaltimento di questi arretrati  in tempi rapidi.

Abbiamo un potenziale di investimenti a carico dei privati nel campo dell’energia alternativa che potrebbe essere una vera e propria leva di sviluppo, oltre che contribuire al fabbisogno energetico della regione e della nazione.

Su questo tema sarebbe anche utile determinare un quadro legislativo che metta in condizione le Regioni che sono detentrici di questa potenzialità energetica, che in Basilicata si aggiunge al contributo che la Regione già dà nel campo delle estrazioni fossili, di cedere una quota di energia prodotta da rinnovabili a favore dei fabbisogni civili e produttivi dei territori in cui si genera l’energia medesima (Comunità Energetiche).

Sarebbe l’anticipo di un sano federalismo, prevedendo che le realtà territoriali, che contribuiscono al fabbisogno energetico della nazione ed alla sua indipendenza, possano godere di una quota di energia prodotta per fronteggiare i propri fabbisogni energetici sia per uso domestico che per finalità produttive.

Idrogeno

Una citazione merita la strategia dell’idrogeno.

La Basilicata è tra le regioni bandiera che sono chiamate a sviluppare la produzione di idrogeno verde per il suo impiego nell’industria, nelle p.m.i. e nel trasporto locale. Con la previsione che l’idrogeno venga prodotto da fonti rinnovabili ed utilizzato localmente. Scopo del progetto è la riutilizzazione di zone industriali dismesse e relative aree limitrofe. Sono state già assegnate risorse per 18,5 M€.

A questo riguardo è di imminente emanazione uno specifico bando pilota per selezionare i soggetti pubblici e privati interessati a questa azione.

A questa azione si aggiunge quella gestita a livello centrale per le imprese energivore a cui potrebbero orientarsi gruppi industriali significativi della nostra regione (Stellantis, cementerie, siderurgica, etc.).

Sarà attuato un tavolo dell’idrogeno per coinvolgere tutti gli stakeholder e capace di cogliere tutte le opportunità regionali e nazionali.

Borghi

Un’ ultima menzione meritano le azioni volte a valorizzare i borghi su cui la regione ha scommesso risorse proprie in aggiunta a quelle ministeriali per la misura 2.1.

Ai 20 M€ del Ministero, la Regione ha aggiunto altri 20 M€ circa per sostenere almeno in parte quei progetti che si erano candidati ai bandi ministeriali, ma non avevano ottenuto il finanziamento pure essendo stati valutati validi come proposte progettuali.

A conferma dello straordinario interesse che la Regione annette alle politiche di valorizzazione dei paesi e delle aree interne afflitte da fenomeni di impoverimento economico e sociale a cui porre rimedio.

Si iscrive in questa direzione l’azione portata avanti in collaborazione tra Ministero Beni Culturali e Regione per la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.

Sono 82 i beni da recuperare per un importo di circa 6 M€.

Cosimo Latronico

Assessore regionale all’Ambiente, Territorio ed Energia”.

Ufficio Stampa della Giunta regionale

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