A ROMA ALLEVATORI LUCANI PER LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI IN PIAZZA SAN PIETRO

Condividi subito la notizia

Anche la Basilicata era presente a Roma per Sant’Antonio Abate, patrono degli animali, in occasione dell’iniziativa nazionale dell’Associazione italiana allevatori e della Coldiretti. La delegazione lucana, in tutto settanta persone, era composta dal presidente regionale dell’Associazione regionale allevatori, Palmino Ferramosca, dal direttore, Franco Carbone , da alcuni consiglieri, dipendenti e allevatori assieme alle rispettive famiglie. Momenti centrali della manifestazione la santa messa all’interno della Basilica vaticana, presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, la tradizionale benedizione impartita ad uomini e animali e la sempre suggestiva sfilata di cavalli e cavalieri lungo via della Conciliazione. Nel corso della manifestazione diffuso dalla Coldiretti il rapporto “Salviamo la Fattoria Italia”, da cui è emerso che quasi una stalla su dieci (9%) e’ in una situazione cosi’ critica da portare alla cessazione dell’attività per l’esplosione dei costi con rischi per l’economia e l’occupazione ma anche per l’ambiente, la biodiversita’ e il patrimonio enogastronomico nazionale. L’allevamento italiano, è stato spiegato, “e’ un importante comparto economico che rappresenta il 35 per cento dell’intera agricoltura nazionale, per una filiera che vale circa 40 miliardi di euro” e che dà lavoro a “circa 800mila  persone”. Anche in Basilicata, hanno ricordato Ferramosca e Carbone, “l’emergenza economica sta mettendo a rischio la stabilità della rete zootecnica”. A strozzare gli allevatori e’ l’esplosione delle spese di produzione in media del +60% legata ai rincari energetici, che arriva fino al +95% dei mangimi, al +110% per il gasolio e addirittura al +500% delle bollette per l’elettricita’, secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea. A tutto questo si aggiunge il problema della disponibilità di fieno e foraggi, la cui produzione e’ stata tagliata dalla siccita’, con i prezzi in salita anche a causa della guerra in Ucraina.

Hits: 15

Condividi subito la notizia