A LAGONEGRO INCONTRO SU UTILIZZO PATRIMONIO DISMESSO

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Domani alle 16 presso il centro sociale

Oggi l’Italia è piena di “spazi vuoti” e riuscire a riusarne anche solo una minima parte, affidandoli a delle start up culturali e sociali, può diventare una leva a basso costo per favorire l’occupabilità giovanile. E’ il tema al centro dell’incontro in programma domani, lunedì 16 gennaio, alle ore 16 al centro sociale di Lagonegro dal titolo “Mappa delle opportunità ritrovate: risultati e prospettive future”. Parteciperanno Franco Muscolino, presidente del Gal “La Cittadella del Sapere”, Giuseppina Bruzzese, presidente del Collegio dei geometri della provincia di Potenza, Gerardo Leon, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Potenza, Albino Grieco, presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali della provincia di Potenza, Maurizio Tolve, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Potenza, Roberto Tognetti, direttore della Fondazione “Riusiamo l’Italia”, Simona Elmo, IFEL Fondazione ANCI- e coordinatrice del progetto SIBaTer,  oltre ai sindaci dei Comuni del Lagonegrese, Alto Sinni, Val Sarmento, Mercure e Pollino. La tavola rotonda è coordinata dalla giornalista Margherita Sarli. “ Con il progetto la ‘Mappa delle opportunità ritrovate’, attraverso la partnership con ‘Riusiamo l’Italia’ e la collaborazione istituzionale del progetto ‘SIBaTer’, il Gal ‘La Cittadella del Sapere’ persegue l’importante obiettivo – spiega il direttore del Gal, Gaetano Mitidieri – di dotare il territorio di riferimento di uno strumento di conoscenza del patrimonio dismesso, rivolgendosi a beni sia di proprietà pubblica che privata, attivando in tal modo occasioni di rigenerazione territoriale ed opportunità di nuova imprenditorialità per chiunque intenda sviluppare progetti a vocazione sociale, ambientale o culturale ed in generale iniziative di valorizzazione del territorio, anche a fini turistici. L’azione coordinata dai tre attori, il Gal, la Fondazione “Riusiamo l’Italia “ ed IFEL fondazione , si propone dunque di valorizzare il patrimonio immobiliare abbandonato o sottoutilizzato, inteso come un ‘unicum’ di risorse territoriali, che possono contribuire – conclude Mitidieri – alla rinascita del capitale sociale, delle comunità locali, dei territori, dei paesaggi e degli ecosistemi”.

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