UNITÀ DI CRISI: NON SIAMO UN’ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA! FACCIAMO DEFINITIVAMENTE CHIAREZZA CON UNA COMUNICAZIONE URGENTE INVIATA AL PRESIDENTE BARDI  

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Giovedì 17 novembre in prima mattinata, subito dopo aver letto la convocazione da parte del Presidente Bardi e le dichiarazioni sui giornali di alcune associazioni di categoria, il comitato “Unità di Crisi Sanitaria – Basilicata” ha subito provveduto ad inviare una PEC al Presidente al fine di sgomberare completamente il campo da qualsiasi possibilità di equivoco, affinché l’incontro programmato per venerdì mattina, tra una delegazione del comitato, il Presidente e i direttori delle Aziende Sanitarie, resti esclusivamente focalizzato sull’unico oggetto possibile per il quale l’incontro è stato previsto e concesso, ovvero “Imprese sanitarie accreditate in crisi – applicazione immediata della L.R. 5 ottobre 2022 n. 29 e reperimento di risorse finanziarie fino al 31/12/2022.”

Risulta perfino ridondante ribadire che l’Unità di Crisi Sanitaria Basilicata non è una Associazione di categoria, ma un comitato costituitosi a seguito della crisi determinata dall’emanazione delle DD.GG.RR. n. 481 e n. 482 del 2022 che hanno colpito violentemente diverse strutture sanitarie.

Ma da cosa nasce questo allarme da parte dell’ “Unità di Crisi”? Principalmente per evitare il rischio di un’artata confusione che si poggia su due questioni: ovvero l’oggetto dell’incontro indicato nella pec di convocazione inviata dal  Capo di Gabinetto, e l’errata definizione del comitato stesso, che viene indicato come associazione. Potrebbero sembrare due elementi di poco conto per i non addetti ai lavori, magari frutto di un mero errore formale, ma, data la delicatezza della vertenza, si è ritenuto di dover chiarire urgentemente i termini della questione e chiedere un’immediata rettifica. Ciò per non lasciare spazio ad equivoci che potrebbero far fallire il tavolo, il cui unico scopo deve essere quello di salvare le imprese sanitarie in crisi. Un tema che ha un perimetro ben preciso e definito e che, evidentemente, non riguarda e non intacca il fondamentale ruolo delle associazioni di categoria, il cui diverso compito si svolge in altre sedi e in altri momenti, così come si è sempre fatto e si deve continuare a fare.

Tanto chiarito, durante la manifestazione di lunedì, il Presidente Bardi in presenza dell’Assessore Fanelli prima, e del Presidente Cicala poi, aveva preso l’impegno di convocare un incontro con i Direttori Generali per comprendere il motivo del ritardo dei pagamenti.

Si legge nella PEC di risposta alla convocazione ricevuta dal Capo di Gabinetto, per ordine del Presidente ”…l’Unità di crisi sanitaria Basilicata viene definita ‘associazione’. Sul punto dobbiamo ribadire fino allo sfinimento che non siamo un’associazione, ma un comitato, cioè un soggetto di rappresentanza con uno scopo preciso e con una durata sperabilmente temporanea: il nostro oggetto sociale è quello di rappresentare le imprese sanitarie in crisi e lavorare per risolvere questa crisi, se si riuscisse in questo scopo il comitato cesserebbe di esistere.

L’Unità di crisi, quindi, è un soggetto di rappresentanza necessariamente trasversale al mondo delle associazioni di categoria, nel senso che vi aderiscono strutture sanitarie in crisi aziendale conclamata (come consta agli atti delle Prefetture), a prescindere dalla loro adesione alle diverse associazioni di categoria.”

Questa precisazione  è dirimente per collocare l’incontro nel giusto alveo di confronto sul tema, che è la risoluzione definitiva della crisi aziendale in cui versano le strutture che da mesi stanno non solo protestando ma anche e soprattutto proponendo soluzioni.

Pertanto, data tale precisazione, l’oggetto dell’incontro non potrebbe mai essere la “Determinazione tetti di spesa strutture sanitarie accreditate”, così come si legge nella convocazione, ma, più correttamente la “risoluzione della crisi con l’immediato pagamento delle prestazioni già erogate, in puntuale applicazione della L.R. 5 ottobre 2022 n. 29 – Misure urgenti in materia di assistenza sanitaria”.

Nulla a che vedere con la determinazione di tetti spesa alle strutture sanitarie accreditate che, invece, è materia che non solo non interessa lo scopo dell’Unità di crisi, ma riguarda gli ormai famosi tavoli tecnici a cui partecipano le associazioni di categoria! Tavoli tecnici che auspicabilmente devono lavorare sugli argomenti di loro competenza.

Per questo i comunicati un po “scomposti” di alcune associazioni di categoria, comparsi ieri sui giornali, risultano oltremodo fuori luogo e forieri di ulteriore improduttiva e nefasta confusione. Non è proprio il momento, di fronte all’agonia di strutture in crisi, di inserire questioni che non riguardano la soluzione delle crisi aziendali che, è evidente, nulla hanno a che fare con la programmazione e con i tetti di spesa.

Ciò rende ancor più chiara la possibilità di generare dannose incomprensioni e quindi la necessità di fare chiarezza sull’oggetto della convocazione e sulla natura giuridica e gli obiettivi dell’Unità di Crisi.

Quindi, si legge nella PEC inviata al Presidente, “Si chiede con forza ed immediatezza che sia prontamente rettificata la convocazione per Venerdì, non rinunciando a sperare che tutti i partecipanti siano accomunati da una forte intenzione di risolvere rapidamente e definitivamente le crisi aziendali purtroppo affiancate da un’emergenza sanitaria ancora in atto.

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