Acquedotto Lucano, termini approvazione bilancio scaduti. Bardi cosa aspetta?

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Il 29 giugno sono scaduti i termini per l’approvazione del bilancio 2021 della società Acquedotto Lucano spa. Questo fatto, oltre ad avere importanti conseguenze previste dal codice civile, da un punto di vista organizzativo, e ancor di più politico, rappresenta un fallimento dell’attuale governance aziendale e direttamente di Bardi.

Annunci di relazioni, annunci di azioni da intraprendere, annunci di contributi economici, rispetto ad una situazione che progressivamente sta peggiorando, sono rimasti semplici affermazioni del momento che non hanno trovato riscontro in atti.

Si registra, quanto alla situazione di AqL un vuoto amministrativo e decisionale.

Nulla si è fatto rispetto all’aumento del costo dell’energia già di per sé notevole per le note vicende internazionali ed aggravato dai mancati pagamenti delle forniture che hanno, di fatto, classificato la società ‘insolvente’ e tecnicamente in ‘salvaguardia’ con ulteriori aumenti del 40% della spesa.

Nulla si è provveduto a fare rispetto al tesoretto di 200 milioni di euro in pancia ad Acquedotto che deve essere investito in lavori pubblici e che, tra qualche mese, scadrà esponendo AqL e tutti i cittadini lucani ad un doppio danno: da un lato nessun lavoro e dall’altro la perdita delle risorse. E sì che l’emergenza idrica imporrebbe un’attenzione particolare ed una rapidità di azione sulla vicenda.

Nulla è stato predisposto relativamente all’aiuto che si poteva avere in maniera diretta per i provvedimenti emessi da Arera, utili a far fronte al problema ‘energia’.

Nulla anche in merito all’organizzazione interna. Dopo il via libera del direttore generale Volpe, nomina in essere solo per poche settimane, l’assetto non ha subito nessuna modifica, facendo rimanere tutte le deficienze acclarate da tempo, anzi, peggiorate da un ‘ambiente’ aziendale che appare sempre più dilaniato. 

Nulla di nulla: siamo difronte da mesi ad un’amministrazione ferma!

Come è rimasto fermo Bardi che da ‘socio’ maggioritario fa scadere persino il termine entro il quale AqL deve approvare il bilancio. Perché? A lume di naso, posso ipotizzare che oggi diventa difficile garantire la continuità aziendale, concetto che va dimostrato e articolato nella relazione di accompagnamento al bilancio. Il che, oggi come oggi, appare impossibile.

Di tutto ciò le forze di centrodestra devono prendere immediatamente coscienza prima che si arrivi al punto di non ritorno, assumendo il necessario protagonismo decisionale affinché la società, che è e deve rimanere strategica nell’ambito della gestione dell’acqua lucana, non scompaia o peggio non venga ceduta a poco ad altre Regioni. Magari alla vicina Puglia o peggio alla Campania. 

Non ci sono alternative, bisogna riavviare quel percorso virtuoso che si era iniziato tre anni fa ma che con la nuova amministrazione della società si è bloccato.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia

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