Domani 13 luglio I FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO A GALLIPOLI

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Per la prima volta a Gallipoli, la cinquina dei finalisti del prestigioso Premio Campiello, fondato nel 1962 da Confindustria Veneto, farà tappa domani nella città bella per incontrare il pubblico. La cultura come fattore di promozione del territorio, elemento per favorire l’integrazione sociale e preziosa risorsa per lo sviluppo economico. Questo, in sintesi, il messaggio che l’amministrazione comunale di Gallipoli sta portando avanti con la spinta decisa di Stefano Minerva, sindaco orientato, da sempre, a valorizzare la sua terra anche attraverso iniziative squisitamente culturali.

Il Premio Campiello, storico evento letterario che ogni anno porta alla ribalta interessanti realtà inserite nel contesto della narrativa e che quest’anno farà tappa nel Salento e domani mercoledì 13 luglio sarà a Gallipoli preceduta dalla tappa odierna tricasina.

In attesa della cerimonia conclusiva del 3 settembre, alla Fenice di Venezia, con la proclamazione del vincitore, i cinque finalisti (selezionati da apposita giuria, presieduta da Walter Veltroni) animeranno diverse tappe in tutto lo Stivale, tra cui quella gallipolina.

La cosiddetta “cinquina” dei finalisti è composta da: Antonio Pascale (“La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini…” – Einaudi); Fabio Bacà (“Nova” – Adelphi); Daniela Ranieri (“Stradario di tutti i miei baci” – Ponte alle Grazie); Bernardo Zannoni (“I miei stupidi intenti” – Sellerio) ed Elena Stancarelli (“Il truffatore” – La nave di Teseo).

I cinque autori ammessi alla finale saranno impegnati, tra giugno e luglio, nel tour letterario che farà tappa in diverse località italiane, tra cui Gallipoli e Tricase. Un’iniziativa nata nel 2006 tesa a promuovere e diffondere la lettura in tutta Italia. Tra le altre città figurano Civitavecchia, Roma, Parma, Vicenza, Cornuda, Bolzano, Teramo, Matera, Lido di Venezia, Cortina, Jesolo e Asiago. 

<<Stiamo portando avanti una politica culturale che possa offrire ai cittadini, e ai turisti, importanti spazi di riflessione e di approfondimento. Sono tante le iniziative che interessano la nostra città – sottolinea il sindaco Stefano Minerva – dal “Gallipoli in Poesia festival” a “Spazi culturali”, passando per le rassegne dedicate agli incontri con gli autori quali il “Salento Book Festival” (che replichiamo anche quest’anno) e il festival “D(u)erive” che a fine luglio, per la prima volta, sarà organizzato in città. Il premio Campiello abbraccia personalità importanti e vogliamo, quindi, dare uno spazio in più al panorama letterario italiano mettendo a disposizione un appuntamento con gli autori. Alla programmazione turistica, musicale, artistica si affianca quella prettamente culturale con questa new entry che non farà altro che dare prestigio a Gallipoli. Appuntamento a domani 13 luglio, nella piazza d’armi del castello, per un nuovo, straordinario incontro in cui, ancora una volta, l’obiettivo preposto è solo uno: costruire bellezza!>>.

OPERE E AUTORI FINALISTI

Ø  Nova di Fabio Bacà Adelphi

Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all’università, e usa nel suo mestiere di neurochirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce della vita elettrizzante che conduce nella Lucca suburbana: l’estremismo vegano di sua moglie, ad esempio, o l’inspiegabile atterraggio in giardino di un boomerang aborigeno arrivato dal nulla. Ma in quei suoni familiari e sedati si nasconde una vibrazione più sinistra, che all’improvviso un pretesto qualsiasi – una discussione al semaforo, una bega di decibel con un vicino di casa – rischia di rendere insopportabile. È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo, enigmatico maestro, Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, non si sa. O si preferisce non sapere.                   

Fabio Bacà è nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto, dove vive e lavora.
Si è occupato di giornalismo per qualche anno prima di approdare all’insegnamento delle ginnastiche dolci. Ha scritto alcuni racconti brevi e un romanzo inedito. Nel 2019 Adelphi ha pubblicato il suo esordio, Benevolenza Cosmica, finalista al Premio Opera Prima, al premio The Bridge, al premio Megamark, al premio Adotta un esordiente, al premio MasterCard e vincitore del premio città di Moncalieri e del premio Severino Cesari. Nell’ottobre del 2021 Adelphi ha pubblicato il suo secondo romanzo, Nova.

Ø  La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini di Antonio Pascale – Einaudi

«Negli anni ho cominciato a pensare che qualunque strada si possa intraprendere per la felicità, questa debba necessariamente passare per una pineta. Una pineta da attraversare e un mare da raggiungere». C’è in questo libro l’invenzione di una forma, felicissima e leggera: il racconto in fiore, dove ogni uomo si staglia come un albero, a braccia aperte sotto il cielo. Una ramificazione di storie, intrecciate come l’edera, antiche come il grano, contorte e nodose e belle come i tronchi di olivo. Imparando a leggere le piante forse si scorgono le donne e gli uomini così come sono, nel ciclo spontaneo della loro natura, contraddittoria e vitale. Entrate sotto l’ombra dei rami in fiore: qui ci siete voi.

Antonio Pascale è nato a Napoli nel 1966, è vissuto a Caserta, poi a Roma, dove lavora. È scrittore, saggista, autore teatrale e televisivo e ispettore presso il Mipaaf. Ha pubblicato, tra gli altri, La città distratta, Ritorno alla città distrattaLa manutenzione degli affettiPassa la bellezza, Scienza e sentimento, Le attenuanti sentimentali e Le aggravanti sentimentali. Collabora con «Il Mattino», «Il Foglio», per cui dirige il bisettimanale di agricoltura «Agrifoglio», «Rivista Studio», «Link. Idee per la tv», «Mind», «Le Scienze», «limes» e ha un blog sul «Post». Si occupa di divulgazione scientifica.

Ø  Stradario aggiornato di tutti i miei baci di Daniela Ranieri – Ponte alle Grazie

Una donna in dialogo perpetuo con sé stessa e con il mondo disegna una mappa delle sue ossessioni, del suo rapporto con l’amore e con il corpo, serbatoio di ipocondrie e nevrosi: il nuovo romanzo di Daniela Ranieri è un diario lucido e iperrealistico, in cui ogni dettaglio, ogni sussulto di vita interiore è trattato allo stesso tempo come dato scientifico e ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di Roma, tutto viene fatto oggetto di narrazione ironica e burrascosa, ma in special modo le relazioni d’amore: le tante sfaccettature di Eros – l’incontro, il flirt., il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza, l’amore puro – vengono sviscerate nello stile impareggiabile dell’autrice, un misto di strazio, risentimento, ironia impastati con la grande letteratura europea (e non solo).   

Daniela Ranieri, dopo gli studi di Antropologia culturale a “La Sapienza” di Roma, dove ha svolto attività didattica come cultrice della materia, ha conseguito un dottorato in Teoria e ricerca sociale. Ha realizzato documentari sul mondo del lavoro, della politica e delle culture giovanili. Ha scritto Tutto cospira a tacere di noi (2012), AristoDemDiscorso sui nuovi radical chic (2013) e Mille esempi di cani smarriti (2015), tutti per Ponte alle Grazie. Giornalista, scrive editoriali di politica e di cultura sul Fatto Quotidiano.

Ø  Il tuffatore di Elena Stancanelli – La nave di Teseo

Nel tuffatore convivono eleganza e passione per il rischio. Raul Gardini aveva imparato da ragazzino a tuffarsi dal molo di Ravenna. Bello, seduttivo, sempre abbronzato, erede acquisito di una delle più potenti famiglie industriali italiane, aveva l’ambizione di cambiare le regole del gioco e la spregiudicatezza per farlo. Spinto dal desiderio, dall’ossessione di andare più dritto e veloce verso la risoluzione di qualsiasi problema. A qualunque costo.
Elena Stancanelli racconta la parabola di Raul Gardini come il romanzo di una generazione scomparsa, fatta di uomini sconfitti dalla storia, fieri del loro coraggio, arroganti, pronti a rischiare fino all’azzardo. Uomini a cui era difficile resistere. La vicenda di un imprenditore partito da Ravenna per conquistare il mondo entra nella vita e nei ricordi della scrittrice, intreccia le canzoni di Fabrizio De André, si muove sullo sfondo di una provincia romagnola tra fantasmi felliniani, miti eroici, ascese improvvise e cadute rovinose. Intorno, i sogni di gloria di un paese che guarda all’uomo della provvidenza con speranza prima, e con sospetto poi. Fino a quando tutto crolla. E il tuffatore resta lassù, da solo, sospeso in volo tra la vita e la morte.

Elena Stancanelli (Firenze, 1965) ha esordito nel 1998 con il romanzo Benzina (Premio Giuseppe Berto). Ha scritto Firenze da piccola (2006), A immaginare una vita ce ne vuole un’altra (2007), Mamma o non mamma (2009, con Carola Susani) e Un uomo giusto (2011). Presso La nave di Teseo ha pubblicato La femmina nuda (2016, finalista al Premio Strega) e Venne alla spiaggia un assassino (2019). Collabora con “la Repubblica” e “La Stampa”. Con Emma Dante e Giorgio Vasta ha scritto la sceneggiatura del film Le sorelle Macaluso.

Ø  I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni – Sellerio

Questa è la lunga storia di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.

Bernardo Zannoni (1995) è nato e vive a Sarzana. Questo è il suo primo romanzo.

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