Rischio allagamenti nei Sassi

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Segnalazione condivisibile e da prendere nella massima considerazione quella di non pochi residenti ed operatori di via Bruno Buozzi.

Temono i nubifragi estivi, in particolare le piogge impropriamente definite bombe d’acqua. I tombini – ne sono stati contati una ventina – unitamente alle caditoie occluse, sono tra le principali cause che concorrono alla formazione di un impetuoso corso d’acqua. Un estemporaneo torrente che, non avendo sbocco, accelera il suo cammino distruttivo, fino a sfociare a ridosso della Gravina.

E così, di colpo, piazza San Pietro Caveoso si tramuta in un desolante e putrido lago di acqua piovana e ricettacolo di ogni tipo di rifiuti.

D’estate non sono rare le precipitazioni improvvise e intense, tutte concentrate in un breve lasso di tempo. Fenomeni meteorologici particolarmente violenti che mettono a dura prova il centro storico antico, così come altre zone della città.

Nei rioni Sassi bisognerebbe ripulire regolarmente i tombini e sostituire quelli danneggiati, magari evitando le soluzioni in pietra che, per quanto, esteticamente meno impattanti, non hanno mostrato la stessa funzionalità e resistenza dei chiusini in ghisa.

Tombini, è il caso di ricordarlo, che si ergono a circa sei metri di altezza dai cosiddetti grabiglioni. Si tratta di antiche soluzioni naturali, ovvero di calcarenite adattata dai nostri progenitori a una sapiente regimentazione idrica.

Oggi, sono completamente coperti e, probabilmente, andrebbero rivisti in chiave moderna e, con accorgimenti tecnologici sostenibili, in parte recuperati alla loro originaria funzione. Il futuro, a Matera, ha spesso un cuore antico.

Pasquale Doria

Matera Civica

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