DI GIACOMO, c’è un solo provvedimento da assumere di natura esclusivamente sanitaria-umanitaria

Le immagini della rivolta nel carcere di Melfi sono ancora fresche. La tensione nell’istituto penitenziario come in quelli di Potenza e Matera non si è certo attenuata. Una soluzione è indicata dal segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo.

Se si vuole affrontare la situazione – dice il leader lucano dei penitenziari – c’è un solo provvedimento da assumere di natura esclusivamente sanitaria-umanitaria: concedere gli arresti domiciliari ai detenuti immunodepressi e agli over 70 anni. Se proprio si vuole abbassare l’età dei detenuti si potrebbe arrivare agli over 65 anni”. Nel precisare che “la proposta riguarda quei detenuti con un sistema immunitario che non è in grado di proteggerli dalle malattie infettive e quindi esposte ad un maggior rischio di un certo tipo di infezione (batterica o virale) o di tutte le infezioni”, Di Giacomo aggiunge che “qualsiasi concessione di sconto pena residua o altra soluzione, che da qualche parte viene agitata, è solo di natura ideologica e non affronta certamente la vera questione che è l’emergenza sanitaria. Noi ci batteremo e quindi ci opporremo con tutte le nostre forze per altre soluzioni improntate alla clemenza perchè la clemenza non si può riconoscere a quanti hanno fatto le violente rivolte di questi giorni, hanno messo in pericolo la vita del personale penitenziario, che ha pagato un prezzo altissimo con una sessantina di feriti da aggiungere ai 13 morti tra i detenuti, ha danneggiato le strutture con danni per diverse decine di milioni di euro. La nostra proposta invece – continua Di Giacomo – risponde alla duplice esigenza, resa ancora più acuta in questa fase caratterizzata da tensioni ancora altissime nelle carceri, un’esigenza umanitaria-sanitaria e di sicurezza per il personale penitenziario e tutti i cittadini”.

Il segretario del S.PP. ha quindi rivolto un appello ai cittadini, alle istituzioni e alla politica a “vigilare perchè si sconfigga il ricorso ad ogni forma di clemenza che equivale ad un cedimento ai ricatti dei detenuti più violenti e al tempo stesso colpirebbe due volte il personale penitenziario che da giorni sta dando prova di attaccamento allo Stato e alla missione di garanzia del rispetto della legalità e salvaguardia della sicurezza dei cittadini”.

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