Napoli (FI): Pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, pochi gli enti virtuosi in Basilicata

“ Dei  500 enti pubblici efficienti che riescono a pagare i propri fornitori entro i limiti di tempo stabiliti dalla normativa europea, vale a dire 30 giorni dall’emissione della fattura o al massimo 60 giorni nel caso di beni e servizi resi alle aziende sanitarie, solo lo 0,6% si trova in Basilicata e questo la dice lunga sulla capacità del sistema amministrativo regionale di soddisfare le esigenze sacrosante delle imprese”.

A dichiararlo è Michele Napoli, Presidente del Gruppo Consiliare Forza Italia della Regione Basilicata, che commenta così i dati pubblicati ieri l’altro dal Corriere della Sera ed elaborati dalla Ragioneria Generale dello Stato, che ha individuato tra 22mila pubbliche amministrazioni monitorate in Italia quelle che riescono a saldare le fatture nei termini previsti dalla legge.

“Leggendo i dati della Ragioneria Generale”, prosegue Napoli, “emergono rilevanti differenze territoriali, con il Nord del Paese notevolmente più rapido nell’onorare i propri debiti verso le imprese(l’82% degli enti virtuosi ha sede nelle sue regioni) e un Mezzogiorno d’Italia nel quale si colloca solo l’8,6% delle pubbliche amministrazioni efficienti, con un dato particolarmente deludente per la Basilicata”.

L’ esponente di Forza Italia ricorda come il focus del Corriere della Sera “ E’ la seconda tirata di orecchie per la nostra regione, atteso che il Sole 24 Ore, meno di un mese fa, aveva rilevato la mancata pubblicazione da parte della regione Basilicata sul proprio sito internet, nella sezione dedicata all’amministrazione trasparente, dell’indicatore di tempestività dei pagamenti alle imprese “.

Per Napoli “ Il ritardo con cui le pubbliche amministrazioni pagano quanti forniscono loro beni e servizi è alla base delle attuali difficoltà di crescita delle piccole e medie imprese, costrette, proprio a causa di questi ritardi, ad utilizzare le proprie linee di credito per pagare i propri dipendenti e fornitori, sottraendo così risorse fondamentali destinate agli investimenti e al miglioramento della produzione”.

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