AVV. SILEO (FI): CALENDARIO VENATORIO 2017–2018 ILLOGICO E IRRAZIONALE

Calendario Venatorio 2017–2018: ancora una volta la Giunta Regionale emana un provvedimento illogico ed irrazionale. Nonostante il monito del TAR di Basilicata, che ha già sospeso il calendario venatorio per il 2016/2017 circa le  specie cacciabili, gli Uffici Regionali preposti anche per il 2017–2018 non riescono ad operare le giuste scelte di gestione faunistica. Il calendario venatorio, si ricorda, è un atto la cui finalità fondamentale è la conservazione della biodiversità e la tutela delle specie faunistiche selvatiche oggetto di caccia e non la previsione di un elenco di date e di specie da abbattere senza criterio.

Dal provvedimento appena emanato, ad esempio, non si comprende il perché della preapertura solo per la tortora e per il merlo. Sparisce dal calendario la starna mentre per il fagiano gli A.T.C.  immettono selvaggina pronta caccia, previo parere della Regione, ma non si preoccupano di istituire zone di ripopolamento e cattura e/o zona di rispetto venatorio che sono i veri serbatoi di caccia. Il risultato? Pressione venatoria su una sola specie target (prelievo di cinque capi per giornata ed un carniere massimo stagionale di 25 capi per la specie tortora e cinque capi giornalieri per le sole giornate di pre-apertura e fino al periodo massimo di caccia consentito per il merlo – capi da abbattere n.50). Perché non sono state invece previste specie cacciabili, censite in sovrannumero, e dannose per l’ambiente quali i corvidi?

La Regione Basilicata ha pensato di dare “un contentino” ai cacciatori senza tener conto della tutela dell’equilibrio faunistico e delle specie stanziali (in numero esiguo) e senza tener conto che tale criterio alimenta il pericolo di bracconaggio. E se le forze di polizia nel periodo di preapertura hanno altri compiti da assolvere in considerazione del prosieguo della campagna antincendio, chi garantisce la vigilanza?

Quanto invece alla caccia al cinghiale, la D.G.R. n.953/2016 consente l’abbattimento in forma individuale ed  inserisce  la caccia di selezione dal 1° di agosto. Dove è finito  il rispetto dei tempi di selezione indicati nei pareri ISPRA? In base a quale principio, inoltre, si dispone che per praticare la caccia al cinghiale e alla beccaccia i cacciatori devono conseguire formazione sulla sicurezza nell’esercizio venatorio, curata dalle associazioni venatorie, obbligandoli all’ iscrizione ad una di queste? E l’addestramento dei cani su aree interessate da attività di prelievo controllato regimentato dalla Regione in dispregio a quanto diversamente stabilito dalla Corte Costituzionale lo scorso giugno?

Gravi inadeguatezze sulla materia, queste, che creano difficoltà per ambiente, equilibrio faunistico,  cacciatori e “selecontrollori”, che, nell’esercizio dell’attività venatoria, regolata da norme confuse, irrazionali ed illegittime, potrebbero essere sanzionati penalmente dagli organi di Polizia e Vigilanza. L’elefante Regione Basilicata ha partorito un topolino “zoppo”.

Avv. Dina Sileo

(Coordinatore Regionale “Vicario” di Forza Italia)

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