MARATEA: A GIUGNO TREND TREKKING

I turisti che meno ti aspetti a Maratea – gli appassionati del trekking ma anche di semplici passeggiate-escursioni, i cicloturisti, gli speleologi e amanti di pratiche sportive all’aria aperta – sono il target più importante del mese di giugno lungo la costa tirrenica lucana. Sono in buona parte quanti occupano le camere di albergo in questi fine settimana che precedono luglio con buoni risultati per gli albergatori e i ristoratori. Biagio Salerno, presidente del Consorzio Turistico Maratea, riferisce che solo nel suo hotel (La Tana – Castrocucco) sinora ha ospitato una quindicina di gruppi-comitive provenienti in maggioranza da cittadine venete. Scelgono giugno e il periodo di meno caldo – sottolinea – per scoprire luoghi spettacolari con percorsi adatti a tutti, anche ai meno esperti. Per chi ama immergersi nella natura e godere di spettacolari scorci panoramici, il territorio di Maratea è il luogo ideale. Tra i più seguiti il sentiero San Biagio: partenza da Piazza Buraglia e ritorno dopo circa 3 ore e mezzo di cammino attraverso il sentiero del Monte San Biagio è tra le esperienze che meglio aiutano a conoscere ed amare Maratea. La piacevole passeggiata ad anello si sviluppa sugli antichi percorsi che per molti secoli hanno collegato l’antico borgo del Castello all’attuale Centro Storico di Maratea, intrecciandone storia e tradizioni. Tappa centrale la visita alla Basilica Pontificia di San Biagio per riprendere il cammino scendendo dalla vicina scalinata in pietra, tra uno scorcio ancora ben conservato dell’antico borgo di Maratea, e si prosegue fino alla contrada di Santa Caterina, seguendo la strada carrabile. Ancora, il percorso da Valle d’Acqua a Maratea: un comodo itinerario privo di difficoltà, tutto su strade sterrate molto ampie, fino a raggiungere la località di Santa Caterina, dove si raccorda alla parte terminale del sentiero di San Biagio.

Come albergatori ed operatori – dice Salerno – siamo particolarmente attenti a questa tendenza di vacanza che da noi si è affacciata di recente ma che nel Paese ha una consolidata e diffusa tradizione. Si pensi solo che il cosiddetto turismo natura in Italia genera oltre 101 milioni di presenze, per un giro d’affari di 11,4 miliardi di euro. Facciamo di tutto per completare l’ospitalità con il massimo dei servizi. Il problema “storico” – aggiunge – resta quello dei collegamenti tra il vasto territorio, le frazioni e il centro di Maratea. Abbiamo salutato positivamente la scelta della fermata a Scalea del Frecciarossa come guardiamo con grande interesse alla realizzazione di una struttura atterraggio-decollo elicotteri e ancor più alle prospettive dell’aviosuperficie di Pisticci dopo la “dolorosa” chiusura (sino al 2018) dell’aeroporto di Salerno ma per ora basterebbe una semplice navetta di collegamento frazioni-centro concentrata in poche ore. Abbiamo tentato come Consorzio di fare da soli in questo servizio scontrandoci con la burocrazia senza venire ad alcuna soluzione. E’ sempre la solita storia – è lo sfogo del presidente del Consorzio – il territorio è impreparato ad accogliere i turisti. Solo a Castrocucco abbiamo circa 2mila posti letto compreso il camping e le case vacanze. Chi ci arriva senza la propria auto non ha alcuna possibilità di visitare il territorio. Al massimo può prenotare una bici, cosa non adatta a tutti. Ed è questo uno dei motivi se non il principale del fatto che di turisti stranieri a Maratea se ne vedono troppo pochi. Non basta promuovere Maratea se poi – conclude Salerno – non si risolvono i micro-problemi dell’accoglienza dell’intero territorio. Figuriamoci se possiamo semplicemente proporre la visita di Matera.




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