PISTICCI GRANDE SERATA DI CULTURA. PRESENTATO LIBRO DI PALMA ANTONIO BARBALINARDO

PISTICCI. Complimenti, inaspettati e graditissimi quelli della Direzione del Sacrario di Redipuglia, dove riposa il fante Francesco Barbalinardo del 138° Fanteria, a Palma Antonio Barbalinardo autore del libro  “Centenario del primo conflitto mondiale 1914 -1918”. Una vera e propria sorpresa per  quel “  pisticcese di Milano” o “  milanese di Pisticci” che continua a  far parlare culturalmente ancora di se, con la presentazione, l’altra sera, in una gremitissima sala consiliare,  del suo ultimo lavoro dedicato alla memoria del nonno e dei caduti pisticcesi di tutte le guerre.  Come è noto il nostro compaesano, che vive nella città lombarda ormai da diversi lustri, senza comunque, orgogliosamente  mai dimenticare le sue origini pisticcesi e lucane, in oltre otto lustri di permanenza meneghina, oltre a farsi  apprezzare come persona per bene,  comunque è riuscito  a  conquistare la fiducia e la stima dei milanesi, grazie alla sua squisitezza, intelligenza, generosità e il suo saper fare, non tirandosi mai indietro e mettendo a disposizione del prossimo il suo impegno e la sua attività, nel sociale, nel volontariato, nel lavoro e nella beneficenza. Tanti gli interventi l’altra sera, nella presentazione dell’opera (sponsorizzata dalla Fondazionbe C.Perini di Milano, dal Comune di Pisticci e dalla fondazione Cariplo )  programmati e non, moderati da Giovanni Di Lena, presidente della Cecam di Marconia. A partire  da quello del prof. Raffaele Salomone, critico letterario, che nel suo appassionato intervento, ha ricordato  storie e vicende lontane di una Guerra, di per se assurda, che ha coinvolto in modo tragico tantissimi  giovani soldati  nostri compaesani. Un evento che, sempre secondo Salomone, ha segnato la storia italiana, europea e mondiale nella prima parte dell’altro secolo, lasciando comunque indelebili  strascichi nel resto dello stesso.  Da Salomone i complimenti  per l’opera di Barbalinardo, sottolineando l’alto senso di responsabilità dello stesso per l’impegno profuso  nella attenta ma anche laboriosa ricerca storica e fotografica e soprattutto la scoperta della lapide con il nome del nonno, avvenuta il 7 settembre 1975. Ma il prof. Raffaele non si è fermato all’analisi del contenuto del libro, ma, come suo uso, in modo brillante ha spaziato nell’analizzare in parallelo, la situazione socio economica che l’Italia stava vivendo inn quel periodo e il periodo storico in cui viviamo, con  la grave  crisi del lavoro,  che spinge  tanti giovani ad allontanarsi dal proprio paese natio, in cerca di occupazione, senza tralasciare quello della criminalità legata a diversi fattori negativi del nostro tempo.  Un denominatore comune, quello dell’analisi da parte dei prof. Giuseppe Coniglio e Berardino D’Angella, storici pisticcesi, circa le riflessioni su un conflitto che non aveva motivo di essere dichiarato e combattuto e che comunque , tra l’altro, aveva registrato assurde barbarie da parte di comandanti il nostro esercito, verso incolpevoli soldati il più delle volte finiti davanti ai plotoni di esecuzione per colpe inesistenti o montate ad arte. Grazie a Coniglio e D’Angella, l’altra sera ne abbiamo scoperto di più su una guerra che alla fine non aveva reso l’Italia “più forte e più grande”, come volevano i vari D’Annunzio, ma era servita soprattutto a svuotare di giovani vite i nostri paesi e, magari a preparare il prossimo conflitto mondiale. Un importante contributo alla serata è venuto anche da Nicola Dolce in rappresentanza dell’Associazione Anziani guidata da Antonio Zaffarese, che ha sottolineato l’impegno della stessa per onorare sempre le date più importanti della nostra storia. Fuori programma l’interessante intervento del Prof. Franco Plati  anche inn rappresentanza dell’Associazione Pietro Marrese, che ha apprezzato e  lodato l’iniziativa di Barbalinardo  e quella  di Giuseppe Quinto  che ha ricordato altri episodi sulla ricerca di caduti in guerra, tra cui quella legata al proprio nonno anche lui tragicamente caduto sul Carso. Toccante, infine, la bellissima poesia ideata,  recitata dalla professoressa  Fausta  Losquadro in memoria del  suo genitore. La serata è andata avanti con l’attento contributo del primo cittadino Viviana Verri, secondo cui “ l’opera di Barbalinardo è più che un documentario storico, un vero e proprio viaggio alla riscoperta delle proprie radici familiari in cui le vicende storiche si snodano intorno a quella del nonno caduto in guerra e sepolto presso il Sacrario di Redipuglia, appunto  dove il nipote lo ritrovò tanti anni dopo” . Un libro quello di Barbalinardo, oltre 200 pagine in bella veste tipografia e centinaia di foto, che tocca da vicino tantissime famiglie pisticcesi e, proprio per  questo, riteniamo non dovrebbe mancare a casa di nessuno.

MICHELE SELVAGGI  

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