L’Eni vuole riavviare le attività estrattive in val d’Agri a giugno in uno scenario che appare immutato. Le perplessità dei Popolari Uniti della Basilicata

La conferma fornita dall’Eni circa lo sversamento di 400 tonnellate di greggio in territorio lucano, a causa del malfunzionamento di uno dei serbatoi del centro Oli di Viggiano, appare più come una inevitabile ammissione che il contributo ad una seria valutazione della drammaticità dell’evento. D’altronde le resistenze dell’ente petrolifero nazionale alle richieste prima e all’intimazione poi, da parte della Regione Basilicata a sospendere l’attività del serbatoio contestato, non depongono affatto a favore di un corretto e positivo rapporto di fiducia tra istituzioni locali ed Eni.

La vicenda, inoltre, agli occhi dei cittadini, sta delegittimando ogni livello di responsabilità in essa coinvolto, ma in primis la politica per le sue condivisioni lontane e più prossime, adombrando inerzie e verità sottaciute oltre che sulla Regione Basilicata anche sulle sue dirette emanazioni, quali Agenzia per l’Ambiente, Osservatori, Fondazioni e sulla Comunità scientifica interessata.

Queste le considerazioni maturate in seno ai Popolari Uniti della Basilicata, i quali ritengono sia ormai giunto il tempo di disgiungere in maniera decisa i campi d’interesse verso una vicenda che sta coinvolgendo, in modo ormai certo e conclamato i diritti di questa comunità regionale, non solo ad avere una chiara programmazione del proprio territorio e delle sue risorse, la certezza della tutela dello stesso e dell’ambiente più in generale, ma adesso più che mai del diritto alla salute, atteso che le quantità di agenti inquinanti dispersi nell’ambiente lucano appaiono di una entità talmente impressionante da porre in allarme parti di popolazione ben più rilevanti di quelle residenti nell’area più direttamente interessata alle attività petrolifere.

Le future decisioni, anche quelle più immediate, dovranno vedere la massima partecipazione ed avere il più rilevante possibile consenso sociale.

Qualcuno non pensi ancora di giocare a testa o croce!

Rocco Chiriaco




Commenta per primo

Rispondi