Investimenti nella ricerca: le imprese ricevono i finanziamenti dopo anni dalla firma dei contratti

Contratti firmati dopo alcuni anni dai Decreti Ministeriali di approvazione, pagamenti scollegati dai termini contrattuali ed erogati con il contagocce, valutazioni dei progetti effettuate senza limiti temporali e spesso con scarsa competenza da parte degli Istituti gestori che utilizzano standard differenti; questo il quadro complicato e desolante degli investimenti in ricerca da parte delle PMI lucane.

Una situazione, al pari delle altre similari che riguardano i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, che alimenta l’ennesimo rischio finanziario delle imprese nazionali e lucane in particolare, dove l’accesso al credito è come noto complicato e oneroso.

La questione è stata posta con forza da Confapi Matera ai Ministeri della Ricerca e dello Sviluppo Economico e al Dipartimento Politiche di Sviluppo della Regione, che a diverso titolo sono gli enti con cui devono interloquire le imprese che hanno avuto la ventura di investire in innovazione nella nostra regione, nell’intento di migliorare la competitività delle aziende e dei loro processi produttivi.

“Abbiamo imprese che hanno presentato progetti su bandi nazionali di ricerca e sviluppo precompetitivo nel 2013/2014 e risultate aggiudicatarie con Decreto Ministeriale di contributi a fondo perduto e di credito agevolato – dichiara il presidente di Confapi Matera Massimo De Salvo –, che solo da alcuni mesi hanno stipulato il contratto esecutivo e a oggi non ottenuto un euro, nonostante gli investimenti e le attività siano state già svolte.”

“Il paradosso – continua De Salvo – è che le imprese sono dovute ricorrere al credito per completare gli investimenti e oggi devono rientrare nei confronti delle banche, vedendo il vantaggio del credito agevolato annullato dagli interessi bancari che hanno dovuto pagare, quando non sono in grave difficoltà nel rientrare delle esposizioni in assenza dei pagamenti ministeriali.”

Confapi Matera ha interessato della questione anche il Presidente della Regione Marcello Pittella nella sua duplice veste anche di responsabile del Dipartimento Politiche di Sviluppo, per chiedergli di intervenire almeno su due linee che hanno visto protagonista positivo la Regione Basilicata.

Si tratta del Bando Smart City, dove la Regione all’epoca, pur non essendo tra le Regioni Obiettivo 1, ha garantito proprie risorse per le imprese lucane, che tuttavia dal 2012 attendono la chiusura delle procedure burocratiche e finanziarie; progetto che vede coinvolti i maggiori centri di ricerca presenti in regione con decine di PMI locali. L’altro caso è quello di cui all’Accordo di Programma per il Mobile Imbottito per la linea dedicata alla Ricerca.

Confapi Matera chiede al Presidente un suo autorevole intervento perché almeno queste risorse, garantite grazie alla programmazione regionale e alla giusta intuizione secondo cui attraverso la ricerca e innovazione passa larga parte dello sviluppo regionale, vengano rese disponibili alle aziende sane che hanno portato avanti i loro progetti.
Matera, 30 settembre 2016

Confapi Matera

Ufficio Stampa

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