IN FIERA DEL LEVANTE UN CONVEGNO DEDICATO ALL’AVIFAUNA DEL PARCO

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Giovedi 15 settembre, alle ore 15,00 presso il padiglione 173 della Fiera del Levante “Natura in rete”  il Parco Nazionale dell’Alta Murgia presenta il progetto “Rete euromediterranea  per il monitoraggio e la conservazione dell’avifauna migratrice nel territorio del  Parco Nazionale dell’Alta Murgia”.

Relatori dell’incontro, Fabio Modesti Direttore Parco Nazionale dell’Alta Murgia; Anna Grazia Frassanito Naturalista Parco Nazionale Alta Murgia; Cristiano Liuzzi coordinatore del progetto ed Egidio Fulco, naturalista.

Ad oggi in Italia diversi studi sono stati condotti nei principali hot-spot della migrazione per individuare le rotte di migrazione pre e post-nuziale. Nell’Italia settentrionale sembra ormai consolidata la teoria che esista un flusso che interessa le Prealpi Venete in ingresso e le Alpi Marittime in uscita dal territorio nazionale, orientato secondo la direttrice NE-SO e che porta gli uccelli verso la penisola iberica. Lungo l’Appennino, che ha orientamento perpendicolare all’andamento dei flussi migratori, non sono note aree di intenso passo, mentre sono ormai note e oggetto di studio alcuni siti lungo la costa Tirrenica, in particolare promontori e piccole isole del Tirreno.

Le aree principali di approdo dei rapaci lungo la costa adriatica in migrazione post nuziale (Conero, Gargano, ecc) non fanno registrare imponenti concentrazioni, mentre sul massiccio dell’Aspromonte si registrano numeri notevoli di rapaci (oltre 39000 nel 2013). Qui, a differenza del transito primaverile, la migrazione post-nuziale si svolge su un fronte molto ridotto, i rapaci vengono convogliati dalla morfologia dei luoghi verso la parte apicale del massiccio prima di avviare la traversata dello Stretto di Messina.

A livello nazionale le conoscenze sono state notevolmente incrementate, tuttavia rimangono parecchie lacune sulla dinamica di movimento dei veleggiatori attraverso il Mediterraneo Centrale. Sono auspicabili indagini mirate soprattutto sulle modalità di attraversamento dell’Adriatico e sui movimenti dei rapaci attraverso l’Italia meridionale e insulare in modo da individuare con maggiore precisione le ree di provenienza dei contingenti osservati nei siti di migrazione dell’estremo sud della penisola italiana.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, in collaborazione con gli altri Enti Parco coinvolti, e soprattutto con il Parco Nazionale dell’Aspromonte (Ente capofila), si è impegnato ad individuare, nell’ambito dei propri territori, le postazioni di osservazione e ad applicare il protocollo di rilevamento dati proposto, attuando lo stesso alla situazione locale.

Lo scopo principale del presente piano di monitoraggio è quello di colmare una lacuna conoscitiva sulla migrazione di questi uccelli, in una porzione di territorio pugliese per il quale non esistono studi in tal senso; l’altopiano murgiano, seppur non si configuri come un vero e proprio bottleneck migratorio, potrebbe rivelarsi cruciale per meglio comprendere il fenomeno migratorio a livello regionale e, in relazione agli altri siti interessati dal medesimo progetto, a quanto viene osservato nel Parco Nazionale del Gargano.

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