L’onorevole Cosimo Latronico (Cor) su fondi comunitari.

13731569_1391370324210547_1740910242037265972_n“Siamo  a 36 mesi dall’avvio  del ciclo di programmazione comunitaria 2014/2020 ed ancora non si è visto nulla di concreto nelle regioni  dell’obiettivo uno, compresa  la Basilicata. Solo l’Italia offre queste  performance nonostante sia un Paese contribuente netto: versiamo  più contributi all’Europa di quanti ne utilizziamo”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico, intervenendo a Matera ad un convegno sui fondi europei ed il Mezzogiorno promosso dai gruppi parlamentari dei Conservatori e Riformisti, alla presenza del sen. Tito Di Maggio e dell’europarlamentare  Remo Sernagiotto. “ Mentre scorre il tempo degli investimenti, il fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) viene utilizzato per altri scopi estranei a politiche di sostegno del Mezzogiorno. L’ultima legge di stabilità impiegò  ben 4,5 miliardi di euro  del FSC per finanziare la decontribuzione alle imprese dell’intero Paese. Recentemente in Commissione Bilancio, durante  l’esame del decreto ‘enti locali’ , si stava ripetendo un nuovo assalto, bloccato per il momento, al fondo di sviluppo e coesione per destinare 400 milioni di fondi  strutturali, finanche non programmati, per finanziare il debito pregresso  del trasporto pubblico della regione Campania. Per cui non bisogna meravigliarsi se a valle di interi e consistenti cicli di programmazione comunitaria come in Basilicata, non si raggiungono i traguardi dello sviluppo, della ricchezza e del lavoro delle regioni a ritardo di sviluppo. La spiegazione sta nel fatto che i flussi sono orientati spesso per sostituire la spesa corrente oppure per interventi dalla forte caratteristica assistenziale. L’auspicio – ha concluso Latronico – è che si cambi direzione”.

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