Federalberghi: segnali di ripresa da consolidare anche in provincia di Potenza

Ridurre la pressione fiscale sulle imprese del turismo e potenziare i controlli nel “far west di Internet”. Sono le sollecitazioni prioritarie di Federalberghi-Confcommercio nel corso della 66esima assemblea della Federazione che rilancia l’iniziativa degli albergatori in provincia di Potenza. Michele Tropiano, presidente Federalberghi-Confcommercio Potenza riferisce che da gennaio a marzo il nostro Osservatorio, come non accadeva da almeno un triennio, rileva un aumento di presenze alberghiere a livello nazionale pari al 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2015, dovuto ad un +6,3% di italiani ed un +4,3% di stranieri. Da noi la situazione è “a macchia di leopardo” e non dappertutto positiva e quindi sono segnali di incoraggiamento a tutti i titolari di strutture ricettive che hanno mille ostacoli da noi ai quali si è aggiunto il milleunesimo della campagna mediatica nazionale alimentata dalle inchieste sul petrolio. Ma la vera notizia arriva non solo dal numero di clienti quanto dalla ripartenza reale delle assunzioni dei lavoratori del comparto che da gennaio a marzo registrano un +1,9% rispetto al 2015, invertendo una tendenza negativa durata oltre un quinquennio. In particolare i lavoratori a tempo indeterminato sono aumentati nel trimestre del 3%, mentre quelli a tempo determinato rimangono stabili, imprimendo finalmente una svolta all’emorragia di posti di lavoro che in questi ultimi anni ha caratterizzato il settore aggredito dalla più grave crisi economica di tutti i tempi moderni. Dati positivi – aggiunge Tropiano – che danno più forza all’iniziativa dell’Ada (Associazione direttori di albergo) per qualificare il personale e formare i nuovi assunti. “Chiediamo al governo però di sostenere il settore attraverso la riduzione della pressione fiscale che grava sulle imprese. Meno tasse sul lavoro, meno tasse sui beni strumentali, meno tasse sugli interventi di riqualificazione per rilanciare investimenti produttivi che creano ricchezza e posti di lavoro per tutto il Paese. Come occorre intervenire sulle lacune normative e sulla sostanziale assenza di controlli sul territorio che consentono all’area grigia della ricettività di dilagare a macchia d’olio nel far west di Internet mettendo a rischio i consumatori e alimentando la concorrenza sleale”.. La richiesta della federazione è di ridurre le imposte sul lavoro stagionale, aumentando lo sgravio Irap ed eliminando il cosiddetto contributo aggiuntivo; escludere dal prelievo Imu gli immobili strumentali; rivedere il meccanismo del tax credit. Secondo l’associazione degli albergatori, infine, non solo sarebbe un errore strategico ma anche una violazione delle normative destinare una parte degli incassi della tassa di soggiorno per altri scopi che non siano quelli di miglioramento dei servizi ai turisti.




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