Voci e scatti di Lomax dalla Puglia degli anni ’50

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Matera, giovedì 16 aprile 2026 – Aula magna campus universitario (ore 9.30)

Potenza, 13 aprile 2026 – Frammenti di vita di una Puglia degli anni Cinquanta del secolo scorso, raccolti con un registratore “Magnecord Pt-6” e una macchina fotografica “Leica IIIf”, oggi testimoni di una cultura contadina e antica che non esiste più. “Alan Lomax, un americano nella Valle dei Trulli” (CGS Edizioni 2025) è il racconto di un viaggio che sarà presentato nell’Aula magna del campus di Matera, giovedì 16 aprile 2026 (ore 9.30), nell’ambito della rassegna “Voci di Terra”, promossa dalle discipline antropologiche e musicologiche nel Dipartimento DIUSS dell’Università degli Studi della Basilicata, in collaborazione con l’Associazione “Universa Musica”, presieduta da Vito Telesca (Unibas). 

Sono previsti gli interventi dei docenti Domenico Copertino, Ferdinando Mirizzi, Dinko Fabris, Francesco Marano e Sandra Ferracuti (Unibas). La figura di Alan Lomax, protagonista del volume, sarà illustrata e contestualizzata nell’ambito della sua ricerca dall’autore, Massimiliano Morabito, che utilizzerà proiezioni di fotografie d’epoca e ascolti di rare registrazioni sonore effettuate dallo stesso Lomax durante il viaggio in Puglia nel 1954. Il volume restituisce quindi, con i suoi contenuti, l’intensità di un’Italia autentica e vibrante, capace ancora oggi di emozionare e ispirare. L’opera di Morabito ricostruisce quelle ricerche, offrendo al lettore il valore storico e umano di una testimonianza che ha contribuito a inserire la Valle d’Itria nelle mappe culturali internazionali. 

Il libro

Alan Lomax, un americano nella Valle dei Trulli di Massimiliano Morabito (CGS Edizioni, editing Margherita Macrì, master audio Francesco Aiello, progetto grafico e impaginazione Carlo Trono) si inserisce nel solco del celebre “Viaggio in Italia” (1954–1955), l’impresa che Alan Lomax realizzò in collaborazione con Giorgio Nataletti e Diego Carpitella, portando alla luce repertori popolari e forme espressive sommerse, spesso ignorate dalla cultura ufficiale. In questo quadro, la Valle d’Itria e in particolare Locorotondo assumono un ruolo centrale. Il 18 agosto 1954 Lomax e Carpitella giunsero in questo territorio con un registratore Magnecord Pt-6 e una macchina fotografica Leica IIIf. Ne scaturì una documentazione straordinaria: canti, voci e storie degli abitanti della comunità rurale, ma anche immagini che fissarono volti, gesti e momenti di condivisione. 

Alan Lomax (Austin, Texas, 1915 – Florida, 2002) è stato uno dei più importanti etnomusicologi del Novecento. Figlio del folklorista John A. Lomax, iniziò a raccogliere canti popolari negli anni Trenta per la Library of Congress, documentando musiche tradizionali in tutti gli Stati Uniti, nei Caraibi e in Europa. Produsse trasmissioni radiofoniche e concerti che diffusero al grande pubblico artisti come Woody Guthrie e Lead Belly, e realizzò celebri interviste e biografie orali, tra cui quella di Jelly Roll Morton (Mister Jelly Roll, 1949). Negli anni Cinquanta condusse campagne di registrazione in Italia (con Diego Carpitella), Irlanda, Inghilterra e Scozia, contribuendo ai revival folk europei. Negli anni Sessanta sviluppò il metodo Cantometrics, per lo studio comparato degli stili musicali e culturali, e pubblicò raccolte fondamentali come Folk Songs of North America (1960). Negli anni Settanta e Ottanta elaborò anche ricerche su danza e linguaggio (Choreometrics e Parlametrics) e avviò il progetto multimediale Global Jukebox, dedicato alla comparazione delle culture musicali del mondo. Autore di libri, dischi e programmi televisivi (American Patchwork, PBS 1990), ricevette importanti riconoscimenti internazionali, tra cui la National Medal of Arts (1984) e il Grammy Trustees’ Award (2003, postumo). La sua eredità scientifica e culturale resta fondamentale per la comprensione e la valorizzazione delle musiche popolari del mondo.

Massimiliano Morabito. Laureato al DAMS di Bologna, da oltre vent’anni conduce ricerche indipendenti demoetnoantropologiche nel Sud Italia. Ha collaborato con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA), contribuendo all’arricchimento degli archivi con preziosa documentazione audiovisiva e fotografica. Il suo archivio e la sua biblioteca nel 2025 hanno ricevuto dal Ministero della Cultura la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante. Dal 2008 è organettista del Canzoniere Grecanico Salentino, con cui si esibisce in tutto il mondo. Ha insegnato Antropologia della Musica e Metodologia della Ricerca sul Campo presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

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