“Il Consiglio regionale di ieri ha fatto emergere una contraddizione che considero persino più grave della vicenda del ticket: da una parte la Regione affida alle aziende sanitarie il compito di dare concreta attuazione al nuovo Piano sanitario, dall’altra continua a non affrontare con sufficiente rigore il tema del controllo della loro spesa. Ma come si può pensare di governare la sanità dei prossimi anni se non si riesce prima a governare i conti?”.
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, intervenendo dopo il dibattito in Consiglio sulla situazione economica della sanità lucana.
“Bardi e il centrodestra dimostrano di non avere alcuna difficoltà a mettere le mani nelle tasche dei lucani attraverso il ticket, ma continuano a non offrire in cambio una sanità all’altezza delle aspettative e dei bisogni dei cittadini. È questo il punto politico che non può essere eluso: ai lucani si chiedono nuovi sacrifici mentre restano aperti i problemi delle liste d’attesa, della mobilità sanitaria, della carenza di servizi e, soprattutto, di conti che continuano a mostrare criticità strutturali”.
“Da anni il sistema sanitario regionale accumula squilibri che vengono affrontati a posteriori, quando ormai il disavanzo si è prodotto e bisogna trovare le risorse per coprirlo. Questa non è programmazione. È gestione dell’emergenza diventata ordinaria”.
“Ed è proprio qui che emerge la contraddizione più evidente. Il nuovo Piano sanitario affida alle aziende obiettivi, riorganizzazione dei servizi e responsabilità precise. Ma se la Regione non è in grado di monitorare costantemente la dinamica della spesa delle stesse aziende, come può pensare che quelle aziende attuino correttamente il Piano? Non si può affidare loro il futuro della sanità lucana e poi limitarsi a scoprire a consuntivo quanto hanno speso”.
“Il ticket farmaceutico è soltanto l’ultimo sintomo. Ci viene spiegato che era necessario intervenire dopo lo sforamento della spesa farmaceutica. Ma la domanda politica è molto semplice: dov’era il monitoraggio mentre quello sforamento si produceva? Quando sono stati rilevati gli scostamenti? Quali correttivi sono stati imposti e con quali risultati?”.
“Il rischio è continuare a mettere la polvere sotto il tappeto: si coprono le perdite, si reperiscono nuove risorse, si introduce una compartecipazione a carico dei cittadini e poi si riparte senza affrontare il problema strutturale. Ma coprire un disavanzo non significa averlo risolto”.
“Serve invece una vera catena di responsabilità: budget assegnati, monitoraggi periodici, verifica degli scostamenti, interventi correttivi tempestivi e responsabilità gestionali chiaramente individuate. La sanità non può essere governata guardando lo specchietto retrovisore”.
“Per questo considero particolarmente grave anche la scelta di bocciare la risoluzione presentata dall’opposizione. È stato un atto di arroganza politica: invece di utilizzare il Consiglio straordinario per aprire una fase di trasparenza e di verifica seria sui conti, la maggioranza ha preferito alzare un muro”.
“E quel voto ha finito anche per mettere a nudo le contraddizioni interne alla maggioranza. Mentre undici consiglieri respingevano la nostra proposta, il presidente del Consiglio regionale, esponente della stessa maggioranza, si asteneva dichiarandosi contrario al ticket. È un dato politico che parla da solo”.
“Quello che abbiamo visto ieri è, a mio giudizio, il segnale di una maggioranza sempre più attraversata da posizioni divergenti e che rischia di avviarsi verso una progressiva dissoluzione politica, proprio mentre la sanità lucana avrebbe bisogno di una guida chiara, responsabilità precise e decisioni coerenti. Prima di chiedere ai lucani altri sacrifici, Bardi e la destra che governa la Regione da 7 anni deve spiegare come intende impedire che ogni anno si ripropongono gli stessi squilibri”.
Potenza, 25 settembre 2026
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