Pisticci. La candidatura PIRU da 3,3 milioni di euro: dal recupero delle sei Lammie alla riqualificazione di Via Ricciotti, dai collegamenti con Terravecchia e Corso Margherita alla valorizzazione dei parcheggi. Un programma integrato per restituire vita, servizi e accessibilità al Rione Dirupo.
Apprezzamento per la candidatura regionale PIRU. Priorità al recupero del patrimonio storico, alla cultura e ai servizi per la comunità.
La deliberazione della Giunta Comunale di Pisticci n. 176 del 28 ottobre 2026, con la quale è stata approvata la candidatura alla manifestazione di interesse della Regione Basilicata per i Progetti Integrati di Rigenerazione Urbana (PIRU), costituisce un’iniziativa importante e meritevole di apprezzamento per il futuro del Rione Dirupo.
La proposta individua ai primi due punti la riqualificazione di Via Ricciotti e il recupero delle sei storiche Lammie comunali, affiancati dalla valorizzazione del sistema dei parcheggi e dai collegamenti verticali tra Dirupo, Corso Margherita e Terravecchia. L’ordine di elencazione non costituisce, da solo, un cronoprogramma vincolante, ma conferma la centralità del nucleo storico.
Via Ricciotti e le sei Lammie: il primo nucleo di rigenerazione
È da Via Ricciotti che si propone di iniziare, attraverso interventi di riqualificazione che, in coerenza con gli indirizzi generali della deliberazione, potrebbero comprendere pavimentazione tradizionale in mattoni pieni e acciottolato, sistemazione dei sottoservizi, raccolta delle acque meteoriche, illuminazione intelligente,wi-fi, miglioramento dell’accessibilità, arredo urbano e restauro conservativo delle Lammie..
Per rendere più evidenti i risultati culturali, educativi e sociali della candidatura, in coerenza con le finalità del bando, sarebbe opportuno esplicitare nell’Allegato B o in fase di procedura negoziale con la Regione, una funzione per ciascuna delle sei Lammie: (1) Memoria genealogica di Pisticci; (2) Memoria dell’emigrazione pisticcese; (3) Laboratorio dei saperi e dell’artigianato tradizionale; (4) Progettazione, ricerca e innovazione territoriale; (5) Spazio culturale polifunzionale; (6) Servizi alla comunità, compresi servizi igienici pubblici accessibili.
Le destinazioni proposte dovranno essere verificate sotto il profilo tecnico, urbanistico e gestionale.
Le sei Lammie potrebbero così costituire un Centro Civico della Memoria, dei Saperi e dell’Innovazione Territoriale: non soltanto edifici restaurati, ma spazi pubblici attivi e fruibili.
Collegamenti urbani, priorità e risorse
E’ auspicabile che il quadro economico e il cronoprogramma dell’Allegato B, da sottoscrivere secondo le prescrizioni del bando dal RUP, ing. Giannace, Dirigente del Servizio Urbanistica, assicureranno coerenza con le opere individuate dalla deliberazione e la piena funzionalità del nucleo Via Ricciotti–Lammie. In una programmazione per priorità, e con cronoprogramma ben definito, si potrebbe proseguire con il collegamento Dirupo – Terravecchia, quello Dirupo – Corso Margherita e la valorizzazione dei parcheggi del Giardino Verticale, secondo fattibilità e coperture finanziarie ed anche con lotti funzionali.
Questa impostazione anche dal punto di vista delle somme messe a disposizione, contribuirebbe all’obiettivo di ricucitura urbana richiamato dalla Giunta: collegare il Rione Dirupo con Terravecchia, Corso Margherita e il centro cittadino, compresi Piazza dei Caduti e il Museo Civico, attraverso percorsi e spazi pubblici integrati.
Merita apprezzamento il cofinanziamento comunale previsto di 800.000 euro, pari al 32% del contributo regionale richiesto di 2.500.000 euro, per un investimento complessivo programmato di 3.300.000 euro. Un impegno significativo, che potrà concorrere positivamente alla valutazione della candidatura secondo i criteri previsti dal bando.
Un percorso già progettato nel 2003–2004
La candidatura riprende un percorso avviato con D.G.M. n. 186 del 23 settembre 2003 e successiva determinazione dirigenziale n. 6 del 26 gennaio 2004, con affidamento dello studio di fattibilità al raggruppamento Perrone Associati – arch. Angelo Rocco Dongiovanni – Studio Vitone Associati, nell’ambito del PIT Metapontino. Lo studio prevedeva già il recupero delle Lammie comunali per un Museo della Civiltà Contadina e spazi culturali e associativi, oltre alla riqualificazione delle pavimentazioni e dei collegamenti urbani,
Il recupero di Via Ricciotti rimase incompiuto a causa del decreto di trasferimento dell’abitato, nonostante fosse stato predisposto dall’ufficio che il sottoscritto dirigeva, un progetto preliminare corredato da relazione, pianta, sezioni, prospetti e schema preliminare di vendita per l’eventuale acquisizione degli immobili da parte del Comune. Tali elaborati sono immediatamente disponibili perchè di proprietà comunale, e possono essere utilizzati dall’Ufficio Urbanistica come base documentale, previa verifica e aggiornamento alle disposizioni attuali e alle esigenze della candidatura.
Rigenerare significa riportare vita nel quartiere
Rigenerare il Rione Dirupo non significa soltanto recuperare strade ed edifici, ma restituire alla comunità luoghi di incontro, memoria, conoscenza e partecipazione, creando le condizioni per riportare progressivamente vita e residenti nel quartiere.
La candidatura regionale può finalmente dare concretezza a un percorso di rigenerazione atteso da oltre vent’anni, partendo da Via Ricciotti e dalle sei Lammie, restituendo vita e funzioni pubbliche al Rione Dirupo e contribuendo alla valorizzazione del suo straordinario patrimonio storico e paesaggistico, anche nella prospettiva di una futura candidatura UNESCO del sistema Rione Dirupo–Calanchi.
Pisticci, 30 Ottobre 2026
Ing. Antonio Grieco



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