C’è una parola che, più di ogni altra, misura la credibilità della politica locale: coerenza. Non perché la politica debba essere rigida o incapace di correggersi, ma perché una Comunità ha diritto a capire in nome di cosa vengono fatte le scelte: quali valori, quali priorità, quale idea di futuro.
A Pisticci si sta consumando un passaggio che, per la sua portata, merita una riflessione seria: pur di garantire la tenuta dell’Amministrazione fino alle elezioni del 2027, la maggioranza ha scelto di stringere un’alleanza con due soggetti che fino a ieri sedevano all’opposizione: il Movimento 5 Stelle e la lista civica “Lista dei Cittadini”.
Politicamente è lecito. Ma politicamente e civicamente è un fatto che pone una domanda inevitabile: cosa è cambiato davvero?
Sono cambiati i programmi? Sono cambiati i giudizi sull’operato dell’Amministrazione? Oppure è cambiata soltanto la convenienza del momento, l’esigenza di consolidare i numeri per arrivare indenni al 2027?
LA STABILITA’ NON E’ VALORE SE NASCE DALL’OPPORTUNISMO
Nessuno invoca instabilità o crisi al buio. La stabilità amministrativa può essere un bene, ma solo se serve a governare meglio: risolvere problemi, migliorare servizi, completare opere utili, dare risposte.
Quando invece la stabilità diventa un obiettivo in sé — una tattica per “durare” — allora smette di essere un mezzo e diventa il fine. E una politica che vive solo per conservarsi finisce per apparire autoreferenziale: più attenta agli incastri che ai cittadini.
È naturale che, in democrazia, le forze politiche cerchino convergenze. Ma un passaggio dall’opposizione al sostegno della maggioranza — soprattutto quando coinvolge forze come il Movimento 5 Stelle, che ha fatto dell’“alternatività” ai vecchi schemi un tratto identitario, e una lista civica come Lista dei Cittadini, che per definizione dovrebbe custodire un rapporto diretto e trasparente con l’elettorato — richiede un dovere in più: spiegare.
Perché l’opposizione, per definizione, contesta scelte, metodo e priorità. Se oggi quelle stesse forze diventano parte della tenuta politica dell’Amministrazione, è giusto che dicano con chiarezza:
• quali punti programmatici condividono ora;
• quali obiettivi concreti intendono portare a casa e in quali tempi;
• quali critiche di ieri vengono superate e perché;
• quali garanzie vengono offerte ai cittadini che non sia soltanto aritmetica consiliare.
Senza queste risposte, l’effetto è inevitabile: la politica sembra ridursi a un gioco di posizionamenti, dove ciò che ieri era “inaccettabile” oggi diventa “necessario” con sorprendente facilità.
In casi come questo, il riferimento a Machiavelli non serve per insultare qualcuno, ma per ricordare una tentazione antica quanto la politica stessa. Nel Principe si descrive, con realismo disincantato, la spinta che porta a privilegiare la conservazione del potere rispetto alla coerenza delle idee, fino al punto di rinnegare se stessi e promuovere oggi ciò che ieri si criticava.
Non è una condanna moralistica: è un avvertimento. E quando la politica locale dà l’impressione di muoversi più per istinto di sopravvivenza che per visione, quello specchio torna drammaticamente attuale.
UNA POLITICA ADULTA FA PATTI SUI CONTENUTI, NON SUGLI INCASTRI.
Se questa alleanza nasce per “fare cose”, allora lo si dimostri con i fatti: un patto di governo non può essere un semplice sostegno numerico. Deve tradursi in impegni pubblici, verificabili, misurabili.
Diversamente, si consolida la percezione più corrosiva di tutte: che i cittadini siano chiamati a credere alle parole solo finché conviene, e che la coerenza sia un lusso buono per i comizi, non per l’amministrazione quotidiana.
PISTICCI MERITA CHIAREZZA
I cittadini non chiedono perfezione. Chiedono chiarezza e serietà: che le alleanze siano un patto trasparente, non un compromesso opaco per arrivare al 2027; che l’opposizione non diventi maggioranza senza spiegare il perché; che la parola data non diventi materiale usa e getta.
Pisticci merita una politica che sappia scegliere e rendere conto. Perché quando la politica pretende che la comunità dimentichi troppo in fretta, ottiene l’unica risposta che davvero la condanna: la sfiducia.
RINASCIMENTO SOCIALE
(Associazione politico – culturale)
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