Esposito Spi Cgil Pz. Petrolio:Ricerca idrocarburi scelta del passato che non risolve problemi energetici

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Petrolio.Esposito (Cgil Potenza): “La transizione ecologica è l’unica strada percorribile per affrontare la grave crisi energetica globale. Le dichiarazioni della Meloni e gli intenti del Governo nazionale di intensificare la ricerca di idrocarburi guardano al passato e non risolveranno il problema. In Basilicata bisogna investire sulle energie alternative per salvaguardare occupazione, ambiente e salute” 

“La transizione ecologica è l’unica strada percorribile per affrontare la grave crisi energetica globale. Le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni di voler intensificare le estrazioni e la ricerca di idrocarburi sul territorio italiano, e nello specifico in Basilicata, commissariando di fatto le Regioni così come emerso dagli ultimi documenti resi noti dalla stampa, non risolverà il problema energetico nel nostro Paese, non  abbatterà il costo del carburante nè produrrà nuova e buona occupazione”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito.

“È una visione regressiva della politica energetica – denuncia Esposito – frutto di scelte politiche energetiche sbagliate, che guardano al passato e non si fanno carico delle esigenze reali di contrasto al cambiamento climatico, sicurezza energetica e riduzione dei costi.

Il naturale decalage delle estrazioni petrolifere sul territorio lucano deve essere accompagnato da una graduale uscita dal fossile e una ricoversione dei siti produttivi della Val d’Agri investendo sul no oil e sulle energie alternative, consentano il reimpiego del personale. La transizione è necessaria al fine di garantire nuova e buona occupazione e tutelare la salute e l’ambiente della Val d’Agri. Alla luce dei dati sul monitoraggio in corso sulla salute presentati nell’ambito del progetto Lucas, da cui si evince una maggiore incidenza di malattie proprio in Val d’Agri e nei comuni in cui si effettuano le estrazioni rispetto al resto della Basilicata, riteniamo sia questo un elemento fondamentale di cui tenere conto nella ricontrattazione in corso con le compagnie petrolifere. È necessario estendere e intensificare la sorveglianza sanitaria dai lavoratori a tutte le comunità coinvolte. È necessario quindi pretendere dalle compagnie petrolifere le risorse e il know how delle produzioni legate a progetti sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale. Risorse da dedicare a progetti no oil in Val d’Agri per evitare che al naturale decalage delle estrazioni petrolifere non segua una desertificazione industriale.

Si usino i fondi per le compensazioni ambientali per la transizione ecologica in Val d’Agri e la reindustrializzazione del sito attraverso progetti green per dare un futuro all’area interessata dalle estrazioni anche nel dopo petrolio.

Vista la complessità del processo di riconversione della Val d’Agri – aggiunge Esposito – riteniamo che i fondi destinati allo stato attuale ai progetti no oil, tra l’altro non ancora investiti, siano insufficienti. Chiediamo quindi alla Regione Basilicata di prevedere risorse aggiuntive da concordare con le multinazionali in modo da garantire da qui ai prossimi anni una riconversione green che tuteli il territorio e l’occupazione. Il rischio – afferma il dirigente sindacale – è di trovarci di fronte all’ennesimo sito da bonificare, per non parlare dei danni irreparabili sull’economia regionale che si regge in gran parte sulle royalties del petrolio. Si aggiorni con urgenza il patto di sito del 2021, firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Regione Basilicata ed Eni, per avviare concretamente la transizione energetica e ambientale nell’area così come più volte richiesto dalla Cgil.  L’obiettivo è trasformare gradualmente le attività estrattive in alternative energetiche, salvaguardando l’occupazione e l’economia locale, con particolare attenzione alla bonifica delle aree compromesse dallo sversamento di greggio. Le scelte devono essere fatte ora, senza aspettare il rinnovo delle concessioni estrattive nel 2029. Si pianifichi una transizione giusta per l’area, proteggendo il lavoro, i diritti dei lavoratori e i territori dalla speculazione”.

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