CallMat, Cifarelli: “350 licenziamenti alle porte. Bardi convochi con urgenza il tavolo”

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“La notizia che CallMat intende procedere con l’invio delle lettere di licenziamento per circa 350 lavoratori del sito di Matera segna il punto più grave di una vertenza che dura ormai da oltre due anni. Non c’è più tempo da perdere: il presidente Bardi convochi con urgenza il tavolo istituzionale richiesto dalle organizzazioni sindacali”.

Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, presidente della II Commissione consiliare, dopo il nuovo allarme lanciato da SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL, UGL Telecomunicazioni e dalla RSU CallMat.

“La richiesta dei sindacati è stata formalizzata il 15 settembre e indirizzata anche al presidente Bardi e all’assessore Cupparo. È trascorsa una settimana e la situazione, anziché avvicinarsi a una soluzione, è ulteriormente precipitata.

In questi due anni sono stati convocati tavoli regionali e nazionali, ottenute proroghe e individuate risorse. Tutto questo ha consentito di guadagnare tempo, ma non ha prodotto la soluzione strutturale di cui il sito di Matera ha bisogno.

Ora siamo arrivati al punto che si è cercato di evitare: circa 350 lavoratrici e lavoratori rischiano concretamente il licenziamento.

Secondo quanto riferito dai sindacati, CallMat avrebbe ribadito la volontà di restare a Matera, mentre TIM avrebbe confermato che dal 31 dicembre non intende prorogare i volumi destinati al sito materano. Se questo è il quadro, TIM deve essere chiamata direttamente al tavolo e chiarire le proprie intenzioni.

Ma il tavolo non può servire a prendere semplicemente atto della situazione. Dopo due anni di vertenza servono decisioni.

La Regione deve chiarire quali risorse siano ancora disponibili, quale sia lo stato dei progetti di digitalizzazione annunciati e quali iniziative intenda attivare per favorire nuove commesse e garantire continuità produttiva e occupazionale.

Va inoltre coinvolto immediatamente il Governo, attraverso il MIMIT. La dimensione della vertenza e il ruolo della committenza nazionale rendono evidente che la soluzione non può essere ricercata soltanto entro i confini regionali.

Come presidente della II Commissione sono disponibile a convocare ogni approfondimento utile, ma occorre essere chiari sulle responsabilità istituzionali: la Commissione può ascoltare, approfondire e sollecitare, mentre gli impegni finanziari, amministrativi e di politica industriale spettano alla Giunta regionale.

Per questo oggi la priorità è una: Bardi convochi immediatamente il tavolo con CallMat, TIM, organizzazioni sindacali e Governo nazionale, affinché ciascuno assuma le proprie responsabilità.

Trecentocinquanta posti di lavoro rappresentano una parte importante del tessuto occupazionale di Matera. Dietro quei numeri ci sono persone, famiglie e professionalità costruite negli anni.

Abbiamo ancora alcune settimane prima del 31 dicembre. Devono servire a costruire una soluzione, non ad accompagnare la vertenza verso il suo epilogo. Il tempo delle attese è finito. Adesso servono decisioni”.

Matera, 23 settembre 2026

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