La Basilicata produce energia, ma è anche la regione italiana dove il caro energia presenta il maggiore impatto sul Pil. L’extracosto energetico raggiunge infatti lo 0,35% del Pil regionale, il valore più alto in Italia, davanti a Molise (0,33%) e Puglia (0,30%). A livello provinciale, Potenza arriva allo 0,40%, collocandosi ai vertici della graduatoria nazionale.
È il dato evidenziato da Confartigianato alla 22ª edizione di “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, alla quale partecipa anche Rosa Gentile, presidente di Confartigianato Basilicata. Con Gentile presente Gerarda Bonelli, segretaria provinciale Matera.
Il caro energia pesa soprattutto sulle micro e piccole imprese. In Italia il costo dell’elettricità per queste aziende è pari a 25,99 centesimi per kWh, contro i 22,04 centesimi della media europea, con un differenziale del 17,9%. Ancora più significativo il peso di accise e oneri parafiscali, che raggiungono 5,44 centesimi per kWh.
Secondo Confartigianato, il divario cresce al diminuire dei consumi: per le imprese che utilizzano meno di 20 MWh all’anno, il differenziale rispetto alla media europea arriva al 75,5%, mentre per le imprese energivore il carico fiscale risulta inferiore alla media Ue.
“Il dato della Basilicata è un campanello d’allarme – sottolinea Rosa Gentile – perché dimostra che il costo dell’energia non è una voce marginale, ma incide direttamente sulla competitività delle imprese e sulla loro capacità di investire”.
“Il problema riguarda in modo particolare le micro e piccole imprese – aggiunge – che non hanno i volumi di consumo e la forza contrattuale dei grandi operatori. Non chiediamo trattamenti di favore, ma condizioni più equilibrate. Non è sostenibile che siano proprio le imprese più piccole a sopportare lo svantaggio maggiore nella struttura della bolletta”.
Per Confartigianato, quindi, il tema energetico è ormai anche un tema di politica industriale. Ridurre il peso della componente fiscale e parafiscale e riequilibrare il sistema dei costi significa sostenere la capacità delle imprese di produrre, investire e mantenere occupazione.
“In Basilicata energia e competitività sono strettamente legate – conclude Gentile –. Se vogliamo rafforzare il tessuto produttivo regionale dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di programmare, innovare e affrontare la transizione energetica senza partire da uno svantaggio di costo”.



Views: 13