Stellantis Melfi, produzione ferma dal 2 al 6 novembre. UGL: “Preoccupati per la continua instabilità produttiva. Le aperture europee diventino investimenti e lavoro”.

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Nuova sospensione delle attività produttive nello stabilimento Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza. La produzione si fermerà dal 2 al 6 novembre a causa della carenza di componenti. Un’altra fermata che conferma una preoccupante instabilità produttiva e riaccende le preoccupazioni sul futuro industriale dello stabilimento, sulla tenuta occupazionale e sulle prospettive dell’intera filiera automotive lucana.

“Siamo fortemente preoccupati per il continuo susseguirsi delle fermate produttive. Non possiamo accettare che l’incertezza diventi la condizione ordinaria di chi lavora e di un territorio che ha investito per decenni nell’industria automobilistica. Dietro ogni interruzione ci sono lavoratori, famiglie, salari e imprese che vedono compromessa la possibilità di programmare il proprio futuro. Melfi ha bisogno di certezze, non di continue emergenze produttive”, dichiara Florence Costanzo, segretaria regionale dell’UGL Metalmeccanici Basilicata.

Per l’UGL è necessario superare una gestione caratterizzata da continue interruzioni e restituire allo stabilimento una prospettiva industriale definita. Il confronto europeo sulle regole dell’automotive apre una fase importante per il futuro del settore, ma le nuove opportunità devono tradursi in investimenti concreti, competitività e salvaguardia dell’occupazione. La transizione industriale non può diventare un costo sociale da scaricare sui lavoratori e sui territori.

“Chiediamo a Stellantis chiarezza sui volumi produttivi, sui programmi industriali e sugli investimenti destinati a Melfi. L’avvio della produzione della nuova Lancia Gamma rappresenta un’opportunità importante, ma deve inserirsi in una strategia capace di garantire continuità produttiva e occupazionale. Non bastano nuovi modelli sulla carta: servono motorizzazioni competitive, capacità di intercettare il mercato e volumi sufficienti a saturare gli impianti e valorizzare le professionalità presenti. Le aperture europee devono diventare occasioni concrete per rafforzare la nostra industria», sottolinea Costanzo.

La preoccupazione riguarda anche l’indotto, dalle aziende della componentistica alla logistica, che subisce direttamente le conseguenze delle fermate dello stabilimento principale. Un sistema produttivo fondamentale per l’economia regionale, nel quale sono già evidenti le difficoltà occupazionali e le ricadute di una stagione di forte contrazione industriale.

“Non esiste rilancio di Melfi senza la tutela dell’intera filiera. Le aziende dell’indotto rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che non può essere disperso. Occorrono garanzie anche per questi lavoratori e condizioni che consentano alle imprese di programmare produzione, investimenti e occupazione. Allo stesso tempo, chiediamo maggiore rispetto nell’organizzazione del lavoro: le comunicazioni improvvise e i cambiamenti dei turni a ridosso dell’inizio dell’attività non sono più sostenibili. I lavoratori affrontano costi di trasporto e carburante e hanno diritto a una programmazione seria, che rispetti il loro tempo, il loro lavoro e le loro famiglie”, aggiunge la segretaria regionale.

L’UGL Metalmeccanici Basilicata sollecita un confronto concreto tra Stellantis, organizzazioni sindacali e istituzioni regionali e nazionali, affinché il futuro dello stabilimento venga affrontato con responsabilità, impegni verificabili e una strategia industriale di lungo periodo.

“Melfi non può continuare a vivere nell’incertezza né può essere lasciata sola in una fase così delicata per l’automotive. Parliamo di un presidio industriale strategico per la Basilicata e per l’intero Paese, che merita investimenti, programmazione e prospettive occupazionali solide. I lavoratori hanno già pagato un prezzo troppo alto. Adesso è il momento delle responsabilità e delle scelte concrete. Le aperture europee diventino investimenti, gli investimenti diventino produzione e la produzione si traduca in occupazione stabile. È questa la direzione che chiediamo a Stellantis e alle istituzioni: difendere Melfi significa difendere il lavoro, le competenze industriali e il futuro economico della Basilicata”, conclude Florence Costanzo.

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