“Nessuna convocazione per il rinnovo del Premio di risultato e un clima aziendale sempre più pesante. Chiediamo rispetto per i lavoratori e per le libertà sindacali. Senza risposte valuteremo anche il ricorso all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori”. Lo afferma la SLC CGIL Basilicata che ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Main di Pisticci (Matera) e lo sciopero di tutte le prestazioni straordinarie e aggiuntive dall’1 al 30 novembre. Alla base della decisione, la mancata convocazione del tavolo di trattativa per il rinnovo del Premio di risultato (PDR), ma anche il progressivo deterioramento del clima aziendale e delle relazioni sindacali. “Riteniamo incomprensibile che, su una questione importante come il rinnovo del Premio di risultato, non sia stato ancora avviato un confronto negoziale. I lavoratori hanno diritto a risposte concrete e al riconoscimento del proprio contributo ai risultati aziendali” dichiara la segreteria regionale della SLC CGIL Basilicata. A preoccupare il sindacato è anche il clima che si respira all’interno dello stabilimento, dove vengono segnalati atteggiamenti autoritari e comportamenti che, in alcuni casi, assumerebbero caratteri vessatori. “Destano particolare preoccupazione alcune situazioni che riguarderebbero lavoratori iscritti o vicini alla Cgil – denuncia la Slc – Si tratta di circostanze sulle quali intendiamo fare piena luce, perché la libertà sindacale e la dignità delle persone devono essere sempre garantite. Nessun lavoratore deve sentirsi esposto a pressioni o trattamenti penalizzanti per la propria appartenenza sindacale”. La SLC CGIL ribadisce che “le relazioni industriali devono fondarsi sul dialogo e sul rispetto reciproco, non su atteggiamenti autoritari o decisioni unilaterali”. Per queste ragioni, il sindacato chiede “l’immediata convocazione di un tavolo di confronto, sia per il rinnovo del PDR sia per affrontare le criticità relative al clima lavorativo. La nostra disponibilità al dialogo resta piena – conclude la Slc Cgil – ma non possiamo accettare che il confronto venga sistematicamente rinviato e che si creino condizioni di tensione all’interno dell’azienda. In assenza di risposte concrete, valuteremo ulteriori iniziative di mobilitazione e, qualora ne ricorrano i presupposti, anche il ricorso all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori per la repressione di eventuali condotte antisindacali. Chiediamo all’azienda un immediato cambio di passo: apertura della trattativa, rispetto dei lavoratori e ripristino di corrette relazioni sindacali”.
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