ITAL UIL, la delegazione lucana a Roma per costruire il futuro del Patronato. 

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Tortorelli: «Giovani, innovazione e presenza sui territori per mettere le persone al centro»

Due giornate di confronto e formazione con “Diamo forma al futuro – Nuove generazioni, inclusione e tutele sociali”. La UIL Basilicata rilancia il ruolo del Patronato come presidio di prossimità, diritti e solidarietà, soprattutto nelle aree interne.

La tutela dei diritti non può fermarsi davanti alla distanza dai servizi, alle difficoltà burocratiche o alla mancanza di competenze digitali. È da questa consapevolezza che la UIL Basilicata guarda al futuro del Patronato ITAL UIL, puntando sul ricambio generazionale, sulla formazione degli operatori e sul rafforzamento della presenza territoriale. Una prospettiva che accompagna la partecipazione della delegazione lucana a Roma all’iniziativa “Diamo forma al futuro – Nuove generazioni, inclusione e tutele sociali”, due giornate di confronto, formazione e partecipazione dedicate ai giovani e all’evoluzione dei servizi di patronato.

Per il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, investire sulle nuove generazioni significa rafforzare la capacità del sindacato di essere vicino alle persone, interpretarne i bisogni e garantire risposte concrete, soprattutto a chi vive condizioni di maggiore fragilità.

«Il futuro della UIL si costruisce dando spazio ai giovani, valorizzando le loro idee, le competenze e la voglia di essere protagonisti del cambiamento. Per noi della UIL Basilicata investire sulle nuove generazioni significa investire nel futuro del sindacato, ma soprattutto nella capacità di essere sempre più vicini alle persone, ai loro bisogni e ai loro diritti. Abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei giovani e di una nuova generazione di operatori capaci di unire competenza, innovazione e sensibilità sociale».

Il Patronato ITAL UIL rappresenta, ogni giorno, un presidio fondamentale di tutela e solidarietà. Una funzione che in Basilicata assume un valore particolare, considerando le difficoltà di accesso ai servizi, le distanze geografiche e le criticità che interessano soprattutto le aree interne, dove il progressivo arretramento dei presidi pubblici rischia di lasciare cittadini e famiglie senza punti di riferimento.

«Il Patronato è uno sportello sociale, una porta aperta sui diritti delle persone. La nostra forza è la rete capillare costruita sui territori, attraverso sedi, uffici e personale specializzato in grado di ascoltare, orientare e accompagnare i cittadini. È questo il significato concreto del sindacato delle persone al servizio delle persone: dedicare tempo, professionalità e attenzione a chi si rivolge a noi, senza lasciare indietro nessuno», sottolinea Tortorelli.

Gli istituti di patronato svolgono una funzione di pubblica utilità essenziale per il benessere sociale. Non sono soltanto intermediari tra cittadini e Pubblica amministrazione, né semplici strutture incaricate di gestire pratiche previdenziali e assistenziali. Sono presidi di prossimità che intercettano bisogni, fanno emergere situazioni di disagio e aiutano le persone a conoscere e ottenere prestazioni e diritti spesso difficili da esercitare autonomamente.

È questa la prospettiva che la UIL intende rafforzare: fare del Patronato un interlocutore riconosciuto delle istituzioni, un partner nella programmazione e nella progettazione dei servizi di assistenza, in collaborazione con le articolazioni dello Stato, i Comuni e, in particolare, i servizi sociali. Un modello nel quale la tutela non si esaurisce nella presentazione di una domanda, ma accompagna il cittadino lungo tutto il percorso necessario a trovare una risposta.

La sfida riguarda anche la capacità di innovare senza perdere la dimensione umana del servizio. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali possono rendere più efficienti le procedure, ma non possono sostituire l’ascolto, la relazione e la comprensione delle difficoltà individuali. Per chi vive una condizione di fragilità, per gli anziani, per le persone con disabilità o per chi non possiede adeguate competenze digitali, il rapporto diretto con un operatore competente resta spesso decisivo.

Da qui l’importanza della formazione dei giovani operatori dell’ITAL UIL, chiamati a coniugare preparazione tecnica, capacità di ascolto e consapevolezza sociale. Lavorare in un patronato significa confrontarsi quotidianamente con problemi previdenziali, assistenziali e familiari, ma anche con paure, incertezze e difficoltà che richiedono attenzione e responsabilità.

Il rafforzamento della rete territoriale rappresenta un altro asse strategico. L’obiettivo annunciato di aprire cento nuove sedi risponde alla volontà di ampliare la presenza del Patronato e rendere più accessibili i servizi, costruendo punti di riferimento capaci di offrire orientamento non soltanto sulle prestazioni previdenziali e assistenziali, ma anche sulle diverse esigenze che accompagnano la vita delle persone.

In questa direzione si colloca anche il progetto “Il Patronato a casa tua”, pensato per avvicinare i servizi a chi incontra difficoltà negli spostamenti o nell’utilizzo degli strumenti digitali, attraverso strumenti come il numero verde nazionale e le postazioni mobili itineranti. Un approccio particolarmente significativo per la Basilicata, dove la capillarità della rete e la possibilità di raggiungere le comunità più distanti dai principali centri urbani costituiscono una condizione essenziale per garantire pari opportunità di accesso alla tutela sociale.

La UIL richiama, tuttavia, la necessità che l’innovazione sia accompagnata da risorse adeguate, personale qualificato e una collaborazione stabile con le istituzioni. Senza investimenti e una reale integrazione tra i servizi sociali, sanitari e assistenziali, il rischio è che gli obiettivi dell’inclusione restino dichiarazioni di principio. La tutela deve tradursi in percorsi concreti, continui e accessibili, soprattutto per le persone più vulnerabili.

Il tema si intreccia con quello delle aree interne e dello spopolamento. Come ha sottolineato il segretario generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, intervenendo sulla necessità di rilanciare questi territori, la mancanza di servizi essenziali alimenta disuguaglianze e spinge ragazze e ragazzi a lasciare le proprie comunità, spesso per cercare opportunità altrove. Una questione che chiama in causa le responsabilità delle Regioni e degli Enti locali e che richiede interventi capaci di restituire dignità, servizi e prospettive ai cittadini.

«Le aree interne e le comunità più fragili non possono essere considerate periferie anche nei diritti. Dove i servizi si allontanano, il Patronato deve essere ancora più presente, contribuendo a contrastare solitudine, disuguaglianze e difficoltà di accesso alle prestazioni. Ma occorre una responsabilità condivisa tra istituzioni e parti sociali, perché la tutela delle persone non può essere affidata soltanto alla buona volontà degli operatori», è il messaggio che Tortorelli rilancia nel percorso di rinnovamento della UIL Basilicata.

La partecipazione della delegazione lucana all’iniziativa nazionale rappresenta, dunque, un’occasione per condividere esperienze, raccogliere nuove idee e contribuire alla costruzione di un Patronato capace di affrontare i cambiamenti sociali e tecnologici senza smarrire la propria missione.

«Ringrazio la nostra delegazione per aver portato a Roma l’esperienza, i valori e l’impegno di una comunità sindacale che crede nella partecipazione e nel ricambio generazionale. Il futuro dei nostri servizi passa dalla capacità di formarci, innovare e crescere insieme, mantenendo saldi i principi dell’ascolto, della solidarietà e della vicinanza alle persone. Il futuro non si aspetta: si costruisce insieme, dando fiducia ai giovani e mettendo sempre al centro i diritti di tutti», conclude Tortorelli.

 

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