“È doveroso che l’Assessore Latronico dica chiaramente ai lucani quanto è costato il nuovo Piano Sanitario 2026-2030, perché se dovessero trovare conferma le indiscrezioni che circolano e che parlano di un costo a sei zeri per la Regione, ci troveremmo al cospetto di un vero e proprio sperpero di denaro pubblico che poteva essere utilizzato per altri scopi, come accorciare le liste d’attesa o assumere medici e infermieri offrendo loro migliori condizioni contrattuali”.
A dichiararlo, in una nota, è il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello.
“Basilicata Casa Comune rivolgerà una formale interrogazione all’Assessore Latronico per chiedere quale sia stato l’importo speso dalla Regione per la redazione del nuovo Piano Sanitario” -sottolinea Vizziello-“ma confidiamo che l’Assessore Latronico, sempre attento a comunicare ogni iniziativa intrapresa in materia di sanità e non solo, colga la sfida e risponda senza indugi al quesito che noi e soprattutto i cittadini gli rivolgono, atteso che il nuovo documento di programmazione sanitaria, atteso da anni, è stato accolto con notevole scetticismo da molti addetti ai lavori, a causa della scarsa attitudine dello stesso a risolvere i problemi della sanità lucana, dalle lunghe liste d’attesa all’emigrazione sanitaria, dalla gestione delle malattie croniche al funzionamento del sistema di emergenza-urgenza”.
“Nella redazione del nuovo Piano Sanitario la Regione avrebbe potuto avvalersi del supporto di Agenas, cioè l’Agenzia Nazionale per i servizi Sanitari Regionali, che ha quale compito istituzionale proprio quello di aiutare le Regioni nel percorso di riorganizzazione e riqualificazione programmatica dei servizi sanitari”- ricorda Vizziello-“ dando seguito alla collaborazione strategica avviata proprio dalla Basilicata con l’Agenas nel 2020 e finalizzata ad una riforma organica del nostro servizio sanitario regionale”.
“Evidentemente Bardi e Latronico hanno optato per una soluzione diversa” aggiunge Vizziello- “avvalendosi, a pagamento, della consulenza di una società privata come l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha elaborato un documento di programmazione sanitaria che non contiene nulla di nuovo sul piano organizzativo e non migliora l’offerta dei servizi sanitari erogati ai cittadini”.
“Scelta senza dubbio onerosa per le casse della Regione” -conclude Vizziello- “della quale Bardi e Latronico devono rispondere ai cittadini, chiamati a fare i conti con la crisi economica che attanaglia la Basilicata”.
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