“Vite che contano: lavoro, diritti, innovazione a servizio delle persone”: è il tema del terzo congresso dell’Uiltucs (lavoratori commercio, turismo, servizi aderente alla Uil) che si terrà domani 8 aprile a Matera (UnahotelMh, ore 9,30). La relazione introduttiva sarà svolta dal segretario regionale Fabio Tundo. Interverranno il segretario generale Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli e il segretario generale nazionale Uiltucs Paolo Andreani. La Uiltucs ha consolidato negli anni un’identità chiara: è la Uil del Terziario. Una categoria che affonda le sue radici nella tradizione laica, riformista e pluralista della Uil, ma che ha saputo reinterpretare il proprio ruolo in un mercato del lavoro profondamente cambiato. Lontana da logiche corporative, si propone come sindacato del contratto, del dialogo sociale, della mediazione avanzata, capace di tenere insieme valori e pragmatismo.
Il recente studio Cnel evidenzia un problema strutturale: la diffusione di contratti “minori” nel terziario, con condizioni peggiorative rispetto ai contratti leader. Le differenze retributive sono significative: oltre 6 mila euro in meno per un aiuto pasticcere; circa 4.900 euro in meno per un cameriere d’albergo; oltre 4.700 euro in meno per un cameriere di ristorante. Scarti che arrivano fino al 40% della retribuzione annua e che incidono direttamente anche sulla pensione e sui diritti: meno welfare, meno tutele, meno contributi. A pesare è anche la proliferazione dei contratti collettivi: dai 26 del 1995 si è passati ai 263 del 2025, molti dei quali firmati da sigle poco rappresentative e applicati in modo marginale. Per il segretario generale Paolo Andreani, il fenomeno è ormai evidente: “Il terziario è al centro di una stagione di impoverimento salariale. C’è tanta stagionalità, discontinuità e rapporti di lavoro con poche ore. È così che cresce il lavoro povero”. Una condizione che, secondo il sindacato, è aggravata dalla diffusione di appalti e subappalti, che comprimono salari e diritti”. Sulla stessa linea il segretario regionale Fabio Tundo che di vertenze per cambi di appalto da noi ne ha seguite a decine: “Dietro i numeri dell’occupazione ci sono lavoratrici e lavoratori che vivono nell’incertezza. Serve qualità del lavoro, non solo quantità. La Basilicata non può reggersi su occupazione precaria e sottopagata”. La crescente discontinuità dei rapporti di lavoro genera insicurezza e fragilità per migliaia di lavoratrici e lavoratori. Per la Uiltucs è indispensabile rafforzare il valore della prestazione lavorativa e costruire un sistema più stabile e rispettoso delle persone. Per questo riteniamo che i contratti a termine non possano protrarsi indefinitamente: dopo un massimo di ventiquattro mesi, anche sommando più rapporti all’interno della stessa impresa, il lavoro deve trasformarsi in tempo indeterminato. È inoltre necessario garantire il diritto di precedenza per tutte le assunzioni stabili nelle stesse mansioni o in mansioni equivalenti, e definire causali chiare, affidate alla contrattazione collettiva, che giustifichino l’utilizzo del tempo determinato.
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