Uila-Uil: due giorni di eventi con inaugurazione nuova sede a Potenza domani martedì 21 e quarto congresso regionale a Rifreddo (Giubileo Hotel) mercoledì 22

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Per la Uila – la federazione dei lavoratori Uil Agroalimentari – sarà una intensa due-giorni di dibattito e di rinnovata presenza tra i lavoratori e la comunità del capoluogo: domani martedì 21 alle ore 18,30 è prevista l’inaugurazione della nuova sede in viale Dante a Potenza e mercoledì 22 dalle ore 9,30 al Giubileo Hotel di Rifreddo si svolgerà il IV Congresso regionale. Ad entrambi gli appuntamenti saranno presenti la segretaria generale nazionale Uila Enrica Mammucari, il segretario nazionale organizzativo Guido Majrone, Pasquale Papiccio della Fondazione Argentina Altobelli, figura storica del sindacalismo agricolo e il segretario generale regionale Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli.  

La nuova sede di Potenza – precisa Gerardo Nardiello, segretario regionale Uila – oltre che ad ospitare gli uffici di segreteria e di organizzazione Uila è strutturata per diventare la Casa Uil della città ed offrire a lavoratori, famiglie e cittadini i servizi del Patronato Ital e servizi Caf. Un’ampia sala conferenza è una nuova opportunità per promuovere conferenze, incontri, assemblee in un’area centrale della città.

Per Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil, è un nuovo tassello significativo che si aggiunge al Progetto di sindacato di comunità che rafforza presenza e servizi a favore della comunità potentina e regionale.

Il congresso – mercoledì 22 al Giubileo Hotel di Rifreddo – sarà un momento cruciale per il sindacato, che chiamerà a raccolta delegati, istituzioni e attori istituzionali e sociali del mondo agricolo a confrontarsi su temi centrali  per il rilancio dello sviluppo e dell’occupazione in Basilicata quali forestazione (con le vertenze in piedi per i lavoratori del comparto e delle platee forestali, Saap e Asa), difesa del territorio, lavoro e qualità, il futuro sostenibile dell’agroalimentare lucano.

Al centro del dibattito, la necessità di coniugare la tutela dell’occupazione con le nuove sfide della transizione ecologica e della valorizzazione delle eccellenze locali, in un territorio che chiede risposte concrete in termini di dignità salariale e sicurezza sul lavoro.

Ad anticipare i temi portanti del Congresso – che traccerà un bilancio del lavoro realizzato negli ultimi quattro anni di crescita di iscritti e consensi alla Uila nelle elezioni delle Rsu e procederà all’elezione degli organismi statutari –  è il segretario Nardiello, che sottolinea la visione strategica del sindacato: “Questo congresso non è solo un momento statutario, ma una tappa fondamentale per ridisegnare la vocazione produttiva della regione. Quando parliamo di futuro sostenibile dell’agroalimentare, intendiamo un modello di sviluppo dove la qualità del prodotto finale sia indissolubilmente legata alla qualità del lavoro. Non può esserci sostenibilità ambientale senza giustizia sociale. Se si difendono Agricoltura e Forestazione, contemporaneamente si tutelano le persone, si attiva l’occupazione di un territorio che riacquista valore, sicurezza e nuove prospettive di crescita. Oggi è il tempo del coraggio, delle scelte e dell’azione”. 

Per la Segretaria generale Uila Enrica Mammucari

“L’analisi degli elenchi anagrafici 2025 ci consegna l’immagine di un’agricoltura italiana in costante cambiamento e che rappresenta la somma di numerose specificità territoriali ognuna con bisogni differenti: pur mantenendosi sostanzialmente stabile il numero complessivo dei braccianti impiegati nel comparto, aumentano, invece, in maniera significativa le giornate lavorate che, per la prima volta, arrivano a superare il tetto delle 100 giornate annue pro capite. Un segnale che, unito al calo del 4,5% degli operai che lavorano meno di 10 giornate, può segnare la tendenza ad una maggiore professionalizzazione dei lavoratori e, di conseguenza, ad un’apertura verso rapporti più strutturati e fidelizzazione alle imprese. Un mercato del lavoro che sta “cambiando pelle” e che vede una sempre maggiore presenza della componente dei lavoratori nati all’estero, aumentati di quasi il 6% nel numero e di più del 9% per le giornate lavorate, che sono ormai un pilastro del Made in Italy”.

 “Lo scenario che ci restituiscono i numeri è fatto di luci ed ombre” aggiunge Mammucari. “L’agricoltura si presenta infatti sempre più anziana e connotata al maschile, con la componente dei lavoratori over 60 che aumenta del 4,9% mentre, dall’altra parte, la presenza femminile si riduce al 31,4% del totale con una perdita di oltre 5.800 lavoratrici”. “In poche parole, i dati sono ben chiari nel definire le sfide e le priorità che il settore ha di fronte a sé. Innanzitutto, quando quasi un lavoratore su due parla una lingua straniera risulta evidente che non è più rinviabile la piena integrazione di questi lavoratori nel mercato, valorizzandone il ruolo e trovando risposte alle specifiche esigenze. E’ necessario poi rendere attrattivo il settore ed attivare un reale ricambio generazionale, se consideriamo che più di un lavoratore su dieci è over 60, e al tempo stesso dobbiamo superare la tendenza del comparto ad espellere l’occupazione femminile potenziando un “welfare rurale” sempre più indispensabile” continua Mammucari.

 “Nella piattaforma presentata alle controparti per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli a partire dal riconoscimento delle specifiche esigenze dei lavoratori nati all’estero, al potenziamento della bilateralità, così come attraverso la valorizzazione della continuità professionale abbiamo tracciato i percorsi virtuosi che, se portati avanti assieme in una vera alleanza di settore, possono dare quelle risposte efficaci e positive che l’agricoltura italiana merita”.

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