Tortorelli: «Servono controlli, tempi certi e pieno accesso alle tutele. Rafforzare i canali regolari di ingresso per lavoro e contrastare sfruttamento e caporalato»
POTENZA – «La UIL Basilicata segue con attenzione e preoccupazione la situazione del Cpr di Palazzo San Gervasio». È quanto afferma il segretario generale regionale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, intervenendo dopo la morte del cittadino tunisino di 32 anni precipitato, a quanto si apprende, dal tetto della struttura il 10 agosto.
« quanto accaduto ripropone interrogativi che non possono essere ignorati sulle condizioni delle persone trattenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio e sulle garanzie che devono essere assicurate al loro interno».
Per la UIL, infatti, i Cpr continuano a presentare «criticità ben note: condizioni materiali spesso inadeguate, difficoltà di accesso alle tutele legali e sanitarie, tempi di trattenimento che rischiano di trasformare una misura amministrativa in una detenzione di fatto».
«Il rischio – prosegue il segretario generale della UIL Basilicata – è che un utilizzo sempre più estensivo dei Cpr, se non accompagnato da adeguate garanzie e da controlli effettivi, finisca per colpire persone già vulnerabili, alimentando tensioni sociali senza incidere in modo strutturale sul fenomeno dell’irregolarità». Per la UIL legalità, diritti e sicurezza devono procedere insieme e non possono essere messi in contrapposizione».
Da qui la richiesta di «un monitoraggio costante delle condizioni all’interno dei Cpr, procedure trasparenti, tempi certi e pieno accesso alle tutele legali e sanitarie per le persone trattenute».
Ma c’è anche un altro aspetto che, secondo la UIL, non può essere trascurato: «Va garantita la tutela dei lavoratori impiegati nelle strutture, spesso chiamati a operare in contesti complessi e sotto forte pressione. La sicurezza deve riguardare tutti: le persone trattenute, gli operatori e gli appartenenti alle forze dell’ordine».
Lavoro regolare e canali di ingresso.
Per Tortorelli la questione dei Cpr non può essere affrontata separatamente dalle politiche migratorie e dal mercato del lavoro.
«Accanto alle misure di controllo – afferma – il sindacato ribadisce la necessità di rafforzare i canali regolari di ingresso per lavoro, superando la logica dell’emergenza e affrontando l’irregolarità in modo strutturale. Occorre rendere più efficaci e trasparenti le procedure, favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e valutare anche forme di emersione individuale per chi già lavora, seppure in condizioni di irregolarità».
Il problema, secondo la UIL, è anche economico e occupazionale. «L’immigrazione non è più un tema del futuro – sottolinea Tortorelli – ma una componente strutturale della società e dell’economia italiana. Oggi oltre 2,5 milioni di lavoratrici e lavoratori stranieri contribuiscono al mercato del lavoro nazionale, mentre le imprese continuano a segnalare un fabbisogno di manodopera straniera».
«Di fronte a questa realtà – aggiunge – non possiamo continuare a governare i flussi soltanto attraverso l’emergenza. Servono programmazione, legalità, percorsi di ingresso trasparenti e diversificati, riconoscimento delle competenze e tutela dei diritti».
Il presidio Uil in Basilicata
La UIL Basilicata è impegnata sul fronte dell’immigrazione attraverso il progetto nazionale “Zero Differenze” e il coordinamento regionale dedicato, nato con l’obiettivo di offrire tutela, orientamento e servizi ai lavoratori stranieri presenti sul territorio lucano.
«Il nostro impegno – spiega Tortorelli – parte dai luoghi di lavoro e dai bisogni concreti delle persone. Il sindacato deve essere un presidio di legalità, soprattutto dove esistono condizioni di maggiore vulnerabilità».
Il coordinamento offre assistenza per il rinnovo dei permessi di soggiorno, pratiche di ricongiungimento familiare, orientamento al lavoro e supporto sui diritti di cittadinanza. Particolare attenzione è rivolta al contrasto del lavoro nero e delle irregolarità contrattuali, soprattutto nelle aree agricole della fascia ionica e del Metapontino.
«La lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo – continua il segretario generale regionale – resta una priorità. Abbiamo denunciato più volte le condizioni di grave sfruttamento e i rischi per la sicurezza nei campi e continueremo a chiedere alle Prefetture e alle istituzioni territoriali un confronto costante».
«Nessuno resti invisibile”
Per la UIL Basilicata, dunque, la vicenda del Cpr di Palazzo San Gervasio non può essere ridotta soltanto alla questione della gestione dei centri.
«Il punto – conclude Tortorelli – è quale modello di società vogliamo costruire. Sicurezza e legalità sono valori fondamentali, ma non possono essere perseguiti sacrificando diritti, dignità e garanzie. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il problema dell’immigrazione irregolare e le esigenze di sicurezza della comunità».
«Serve una politica capace di tenere insieme controllo del territorio, tutela dei lavoratori, accoglienza, integrazione e contrasto allo sfruttamento. Se una persona straniera lavora, deve poterlo fare regolarmente; se viene trattenuta in una struttura amministrativa, deve vedere garantiti tutti i suoi diritti; se un lavoratore opera all’interno di un Cpr, deve essere messo nelle condizioni di farlo in sicurezza».
«È questa – conclude Tortorelli – la strada che la UIL indica: meno emergenza, più programmazione; meno zone grigie, più trasparenza; meno sfruttamento, più lavoro regolare. La legalità deve essere una garanzia per tutti».
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