«Le polemiche di queste ore sulle espressioni utilizzate durante la manifestazione sindacale contro il ticket farmaceutico rischiano di produrre il risultato paradossale di farci discutere delle parole e non più della decisione che quelle proteste ha provocato».
È quanto dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli intervenendo nel dibattito seguito al presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Regione Basilicata.
«Gli attacchi personali non appartengono al mio modo di intendere né la politica né il confronto sindacale. Su questo non possono esserci equivoci. Angelo Summa ha peraltro precisato il senso delle proprie parole e credo che la questione possa fermarsi qui. Una cosa, però, è la correttezza del linguaggio, altra cosa sono le responsabilità politiche. Confondere i due piani rischia di produrre una singolare inversione dei ruoli».
«L’assessore Latronico non ha bisogno di essere trasformato nella vittima di questa vicenda. È un rappresentante delle istituzioni al quale è dovuto rispetto, come a chiunque altro, ma è anche l’assessore alla Salute di una Giunta che ha deciso di introdurre un ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche senza alcun confronto preventivo né con le parti sociali né, tantomeno, con il Consiglio regionale. E sono i cittadini lucani che, se quella delibera resterà in vigore, saranno chiamati a sostenerne il costo».
«Per questo mi interessano molto di più le domande che continuano a non avere una risposta convincente. Perché proprio 2,50 euro? Quanto prevede di incassare la Regione? Se il ticket, come ha dichiarato Latronico, è temporaneo, perché non è stata stabilita una scadenza certa e quali condizioni ne determineranno l’eliminazione? Quali interventi sono stati messi in campo negli anni scorsi sull’appropriatezza prescrittiva e perché alcune delle azioni indicate oggi vengono annunciate soltanto dopo che lo sforamento si è già prodotto? E perché un assessore così presente quotidianamente nella comunicazione pubblica della sanità regionale non ha avvertito la sensibilità di informare preventivamente i lucani proprio su una decisione destinata a incidere direttamente sulle loro tasche?».
«C’è poi una questione ancora più rilevante posta da Antonio Coviello, segretario regionale della Società Italiana di Medicina Generale. Richiamando i dati AIFA, Coviello segnala uno scostamento nell’ordine degli 8 milioni per la farmaceutica convenzionata e di circa 45 milioni per gli acquisti diretti. Questo non significa, come qualcuno ha singolarmente sostenuto, proporre ticket sui ricoverati. Significa porre una domanda molto semplice: se la parte largamente prevalente dello scostamento si produce altrove, perché la prima misura immediatamente operativa colpisce il segmento nel quale il costo può essere trasferito direttamente sul cittadino?».
«È di questo che dovremmo discutere. Ed è per questo che, insieme agli altri consiglieri di centrosinistra, abbiamo chiesto il ritiro della delibera e depositato la richiesta di convocazione del Consiglio regionale straordinario. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto anch’esse il ritiro del provvedimento e l’apertura di un confronto. Ci sono questioni politiche, sociali e tecniche sufficientemente serie perché Bardi e Latronico vengano in Aula con tutti i dati e rispondano nel merito».
«Possiamo discutere con fermezza senza mancare di rispetto a nessuno. Ma non vorrei che una polemica su una parola diventasse il modo per non parlare più del problema che abbiamo davanti. Le parole passano. Il ticket, invece, resta. E se resterà, a pagarlo non saranno né la maggioranza né l’opposizione: saranno i lucani».Potenza, 2 settembre 2026
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