Summa (Spi Cgil Basilicata): “La Basilicata ha già dato e sta dando un termini energetici.

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Non arretrare di un passo rispetto a un’idea di sviluppo sostenibile, che guardi a fonti di energia alternative” 

“La Basilicata ha già dato e sta dando dal punto di vista energetico mentre non sta ricevendo nessun investimento sulla transizione e sulle rinnovabili. Nel contempo Eni sta investendo molti miliardi nelle rinnovabili in altre parti del paese e del mondo. Ecco perché come Spi Cgil diciamo no al nucleare e siamo contrari a qualsiasi ipotesi di deposito di scorie radioattive in Basilicata”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, intervenendo sul dibattito sull’energia nucleare di questi giorni. “La crisi attuale del settore – prosegue – e la posizione pericolosa del Governo nazionale, che vuole espandere i progetti e le infrastrutture fossili, spostare la fuori uscita dal carbone al 2038, contrastare tutte le politiche europee per il clima, ostacolando lo sviluppo delle rinnovabili, apre a scenari ancora più complessi. Sono scelte che contribuiscono a peggiorare i cambiamenti climatici, ma sono anche la causa strutturale di un’insostenibile dipendenza energetica fossile che determina instabilità, prezzi energetici fuori controllo, perdita di competitività e crisi del sistema produttivo, aumento della povertà energetica, inflazione causata dall’aumento dei costi di beni e servizi.

Per questo motivo è importante, ora più che mai – conclude Summa – per il presente e per il futuro della nostra regione, soprattutto per le nuove generazioni, non arretrare di un passo rispetto a un’idea di sviluppo sostenibile, che guardi a fonti di energia alternative”.

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