Stellantis e mobile imbottito, dibattito in Consiglio

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Dopo la relazione dell’assessore Cupparo, sono intervenuti i consiglieri Bochicchio, Vizziello, Picerno, Chiorazzo, Araneo, Cifarelli, Pittella, Verri, Leone, Marrese, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Lacorazza, Napoli

La crisi industriale del settore automotive, con particolare riferimento a Stellantis e all’indotto e quella del distretto del mobile imbottito, al centro dei lavori del Consiglio regionale, riunitosi oggi in seduta straordinaria, su richiesta dai consiglieri di minoranza Araneo (M5S), Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Chiorazzo (BCC), Cifarelli (PD), Lacorazza (PD), Marrese (BP), Verri (M5S) e Vizziello (BCC). La seduta è stata aperta dal Vicepresidente del Consiglio Chiorazzo e poi presieduta da Marcello Pittella e in chiusura ancora da Chiorazzo.

Dopo la relazione dell’assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione, Francesco Cupparo, sulla crisi dei due comparti che ha affermato: “non sono separate, ma due manifestazioni di una stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla riorganizzazione delle catene produttive”, si è aperto un dibattito al termine del quale sono state annunciate due risoluzioni che saranno illustrate e messe ai voti durante la prossima seduta consiliare, prevista per martedì 13 gennaio.

Il dibattito ha visto gli interventi di: Bochicchio, Vizziello, Picerno, Chiorazzo, Araneo, Cifarelli, Pittella, Verri, Leone, Marrese, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Lacorazza e Napoli.

Negli interventi dei consiglieri della minoranza (Bochicchio, Vizziello, Chiorazzo, Araneo, CifarelliVerri, Marrese e Lacorazza) è emersa una posizione unitaria che fotografa una crisi industriale profonda e diffusa in Basilicata, dall’automotive, con Stellantis e l’indotto al polo del mobile imbottito di Matera. Sono state evidenziate le pesanti ricadute occupazionali e sociali. Tutti gli interventi hanno denunciato il crollo della produzione, il primato negativo di Melfi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’uso degli ammortizzatori sociali come unica risposta, giudicata insufficiente e meramente emergenziale. Criticata l’assenza di una strategia regionale organica e di una vera politica industriale, a fronte di promesse nazionali non tradotte in risultati concreti e di una Regione spesso assente anche fisicamente dai presìdi dei lavoratori. L’opposizione ha chiesto di superare l’assistenzialismo e di puntare su reindustrializzazione, attrazione di nuovi investimenti, riduzione del costo dell’energia e del lavoro, semplificazione burocratica, infrastrutture, ricerca e innovazione. Centrale la richiesta di vincolare le grandi imprese, a partire da Stellantis, alle proprie responsabilità occupazionali e di rilanciare il distretto del mobile imbottito anche in chiave interregionale. Forte anche il richiamo all’unità tra politica, sindacati e imprese e alla costruzione di un “patto per la Basilicata” da portare con determinazione sugli imminenti tavoli romani. Il 2026 viene indicato come un banco di prova decisivo: “Ora servono scelte concrete per difendere lavoro, coesione sociale e futuro della region”.

La maggioranza (Picerno, PittellaLeone, Polese, Aliandro, Morea, Fanelli, Napoli) ha delineato una lettura comune della crisi industriale come fenomeno di lungo periodo, inserito in una trasformazione europea e globale che investe automotive, manifattura ed energia, e che non può essere affrontato con risposte strutturali. È stata rivendicata l’azione della Regione, attraverso il lavoro dell’assessore Cupparo e del presidente Bardi, sul piano del dialogo istituzionale, della partecipazione ai tavoli nazionali, del sostegno ai lavoratori con ammortizzatori sociali e dell’attivazione di strumenti come incentivi, contratti di sviluppo, formazione e riduzione dei costi energetici. La crisi di Stellantis e dell’indotto è stata descritta come strutturale, con una direzione industriale definita, che impone di rendere competitivo soprattutto il sistema delle imprese locali e di vincolare gli aiuti pubblici a obiettivi misurabili in termini di investimenti e occupazione. Da tutti il richiamo a una vera politica industriale regionale, fondata su diagnosi realistiche, nuove filiere, innovazione, infrastrutture ed energia competitiva, e su una governance rinnovata per il distretto del mobile imbottito, capace di valorizzare design, ricerca e brand territoriale. Dalla maggioranza hanno anche sottolineato la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e le polemiche sulle responsabilità storiche, puntando invece su unità politica e sociale, collaborazione con il Governo nazionale e accordi anche interregionali. Il centrodestra ha rimarcato la necessità di rafforzare la collaborazione e promuovere un tavolo nazionale con l’obiettivo di tutelare i lavoratori, consolidare le filiere produttive e valorizzare la Basilicata come regione cerniera del Mezzogiorno”.

Alla fine, dopo la replica dell’assessore Cupparo, lo stesso ha incontrato i sindacati e i lavoratori dei due comparti in crisi.

Hanno assistito ai lavori i sindaci dei comuni di Rapolla, Biagio Cristofaro e di Melfi, Giuseppe Maglione, i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa Melfi, Monsignor Ciro Fanelli, e alcuni lavoratori dei settori interessati.

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