Spi Cgil Bas_manifestazione 25 ottobre e tagli alla non autosufficienza

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Summa: “La corsa al riarmo penalizzerà soprattutto i diritti dei cittadini dove il diritto di cura non è pienamente garantito. Basti pensare al caos per la non autosufficienza che si è generato in questi giorni in Basilicata: da tempo chiediamo alla Regione un Piano regionale per la non autosufficienza integrativo a quello nazionale”

Nei prossimi dieci anni l’Italia passerà dagli attuali 45 miliardi a 145  miliardi di spesa per il riarmo, mentre pensionati e lavoratori subiscono  tagli, tasse e attese infinite. Per questo motivo lo Spi Cgil Basilicata sarà in piazza il 25 ottobre alla grande manifestazione nazionale, a Roma, per un Paese più giusto, che metta la vita prima delle spese militari. I pensionati e le pensionate chiedo al governo di tutelare il potere di acquisto, una piena rivalutazione delle pensioni, l’aumento e l’estensione della quattordicesima, pensioni di garanzia per i più fragili e “zero fiscal drag” , in quanto il drenaggio fiscale colpisce chi ha meno.  Con una pensione da 1360 euro, dal 2022 a oggi un pensionato ha perso quasi un mese di pensione in tasse. A parità di reddito, si devono pagare le stesse imposte. 

“In un Paese sempre più anziano – spiega il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa – è urgente investire in welfare e sanità, contro questa scellerata economia del riarmo le cui conseguenze saranno disastrose soprattutto in quelle regioni dove il diritto alla cura non è pienamente garantito. Basti pensare al caos che si è generato in questi giorni in Basilicata rispetto agli avvisi per i voucher e il sostegno ai disabili gravi e agli anziani non autosufficienti. Tra ritardi dei Comuni e direttive poco chiare, ci sono intere famiglie lucane in estrema difficoltà. 

In Italia ci sono 4 milioni di persone non autosufficienti, 30 mila in Basilicata. I potenziali beneficiari sono ameno dell’1% e i finanziamenti sono insufficienti. Bisogna dire basta a tagli e promesse vuote. C’è bisogno di un vero Piano di assistenza specifico per la non autosufficienza e di fondi strutturali, ampliando la platea dei beneficiari, prevedere risorse aggiuntive e non tagliare i fondi esistenti, garantire l’integrazione con le prestazioni regionali e locali. Alla Regione Basilicata da anni chiediamo di dotarsi di un piano regionale per la non autosufficienza a integrazione di quello nazionale. Senza investimenti la situazione non potrà altro che peggiorare. Bisogna rafforzare l’assistenza domiciliare e avviare una riforma della sanità in Basilicata, ridando centralità alle strutture ospedaliere e riducendo le liste di attesa che, nonostante i proclami dell’assessore al ramo, continuano ad essere interminabili”.

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