Silletti: “La speranza entra in carcere”

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Per la prima volta in Italia, la Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Basilicata porta God Behind Bars a Matera tra spiritualità, ascolto e rinascita

“Ci sono incontri che non rappresentano soltanto un evento, ma diventano un segno. Ieri, per la prima volta in Italia, la Casa Circondariale di Matera ha accolto God Behind Bars, una delle più importanti organizzazioni internazionali impegnate nella pastorale penitenziaria e nei percorsi di recupero umano e spirituale delle persone detenute”.

Lo dichiara la garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Basilicata, Tiziana Silletti, evidenziando la missione dell’organizzazione “tanto semplice quanto potente: ricordare ad ogni persona privata della libertà personale che la dignità umana non si perde e che ogni vita merita ancora una possibilità”.

“Come Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Basilicata – sottolinea Silletti – ho vissuto questo momento con profonda emozione e con grande senso di responsabilità istituzionale e umana. Portare per la prima volta in Italia questa esperienza nella città di Matera significa lanciare un messaggio forte: il carcere non può essere soltanto il luogo della pena, ma deve diventare spazio di ricostruzione, ascolto, umanità e seconda possibilità. Dietro ogni detenuto esiste una persona, una fragilità, una famiglia, una storia spesso complessa, ma anche una possibilità. Ed è compito delle istituzioni creare occasioni concrete affinché quella possibilità possa esistere. Con questo incontro abbiamo scelto di aprire una strada nuova, fatta di dialogo, spiritualità, inclusione e speranza. Perché una società è davvero civile non quando esclude chi sbaglia, ma quando riesce ancora a tendere una mano e a credere nella rinascita umana”.

“Nata negli Stati Uniti, God Behind Bars – precisa la Garante – opera da anni all’interno delle carceri americane collaborando con istituti penitenziari, volontari, educatori e comunità religiose, con l’obiettivo di portare speranza, ascolto, sostegno emotivo e percorsi di rinascita interiore a migliaia di detenuti. Attraverso momenti di confronto, musica, spiritualità, supporto umano e attività orientate alla responsabilizzazione personale, questa realtà internazionale lavora ogni giorno affinché nessuno venga identificato esclusivamente con il proprio errore.

“Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo momento, nella convinzione – conclude Silletti – che anche nei luoghi più difficili possa nascere luce.”

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