Silletti. Il 14 luglio le carceri italiane aprono le porte alla società civile.

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Anche la Casa Circondariale di Matera partecipa alla giornata nazionale dell’Alleanza per l’Articolo 27 della Costituzione.

Si terrà il prossimo 14 luglio la giornata nazionale promossa dall’Alleanza per l’Articolo 27 della Costituzione, che vedrà coinvolti contemporaneamente 34 istituti penitenziari in 29 città italiane, con la partecipazione di oltre 330 rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della cultura e della società civile.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni del sistema penitenziario italiano e riaffermare il principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena deve essere fondata sull’umanità, sulla dignità della persona e sulla finalità del reinserimento sociale.

Nell’ambito dell’iniziativa prenderò parte, in qualità di Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Basilicata, alla visita presso la Casa Circondariale di Matera, insieme alla referente regionale di Antigone Mariele Divincenzo e al consigliere regionale Roberto Cifarelli. Alla visita sono stati invitati anche il Sindaco di Matera e il Presidente della Provincia.

I dati nazionali restituiscono l’immagine di un sistema in profonda sofferenza: un tasso medio di sovraffollamento del 140%, circa 18.000 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, condizioni di vita spesso ritenute non dignitose e il drammatico susseguirsi di suicidi e morti in carcere.

Troppo spesso il carcere viene percepito come un luogo da dimenticare e le persone detenute come non più meritevoli di speranza. È proprio questa la sfida culturale che siamo chiamati ad affrontare. La pena non può coincidere con la perdita della dignità della persona. Umanità, dignità e reinserimento sociale non rappresentano concessioni, ma principi costituzionali che qualificano uno Stato democratico e misurano il livello di civiltà di una comunità.

Come ricordava Piero Calamandrei, «per comprendere davvero il funzionamento della giustizia è necessario vedere il carcere». Aprire gli istituti penitenziari alla società civile significa renderli visibili, conoscerli e assumersi la responsabilità di costruire un sistema penitenziario che sia pienamente coerente con i valori della nostra Costituzione. Solo così il carcere può diventare un luogo in cui la giustizia non rinuncia all’umanità e la speranza continua a rappresentare una concreta possibilità di cambiamento.

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