«I dati dell’indagine del Sole 24 Ore confermano ciò che come Uil Basilicata denunciamo da tempo: nei piccoli comuni lucani si sta consumando una progressiva desertificazione dei servizi essenziali che mette a rischio la tenuta sociale, economica e demografica delle nostre comunità». È il commento del segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che richiama l’impegno del sindacato nell’ambito del progetto “On The Way 131”, sviluppato sui territori in collaborazione con sindaci, amministratori locali e comunità. “Quando in un paese chiude uno sportello bancario, viene meno una farmacia o si riducono i servizi postali e sanitari, non perdiamo soltanto un presidio: perdiamo qualità della vita, attrattività e prospettive di futuro».
I numeri della criticità
Secondo la Uil, il quadro lucano è particolarmente preoccupante: almeno una dozzina dei 108 comuni sotto i 5 mila abitanti non dispone di alcun servizio essenziale tra farmacia, banca, distributore di carburante e ufficio postale Polis, mentre circa venti ne hanno soltanto uno. Solo poco più di un terzo riesce a garantire contemporaneamente tutti e quattro i servizi.
«Dietro questi numeri – osserva Tortorelli – ci sono anziani costretti a percorrere decine di chilometri per ritirare una pensione o acquistare un farmaco, famiglie che faticano a immaginare un futuro nei propri paesi e imprese che sopportano costi aggiuntivi e minore competitività».
Aree interne e diritto di cittadinanza
Per il segretario della Uil, la Basilicata rappresenta una delle regioni italiane più esposte agli effetti della desertificazione dei servizi, soprattutto nelle aree interne e montane. «La perdita anche di un solo presidio può innescare una spirale negativa: meno servizi significano meno residenti, e meno residenti rendono sempre più difficile mantenere i servizi stessi».
Tortorelli richiama anche i dati Istat secondo cui, nei piccoli comuni, occorrono mediamente 35 minuti d’auto per raggiungere un centro dotato di pronto soccorso, scuola superiore e stazione ferroviaria. «In molte aree interne lucane – aggiunge – questa distanza pesa ancora di più a causa della viabilità e dei collegamenti pubblici insufficienti».
La UIL indica alcune priorità:
- mantenere e rafforzare i presìdi sanitari, postali e bancari nei piccoli centri;
- garantire servizi sanitari e socio-assistenziali a partire dai medici di famiglia e dagli infermieri di comunità;
- potenziare i trasporti pubblici e la viabilità interna;
- accelerare l’attuazione dei programmi per le aree interne;
- valorizzare esperienze come il Progetto Polis di Poste Italiane, trasformando gli uffici postali in hub multifunzionali per servizi pubblici e innovazione digitale.
Pur riconoscendo l’importanza degli strumenti messi in campo negli ultimi anni – dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne al Piano Borghi, fino alla nuova legge sulla montagna – il segretario della Uil ritiene che i risultati siano ancora «insufficienti rispetto alla velocità con cui avanzano spopolamento e invecchiamento della popolazione».
Tra le esperienze positive viene indicato il Progetto Polis di Poste Italiane, considerato «un modello interessante di presidio multifunzionale capace di offrire servizi pubblici, innovazione digitale e nuove opportunità per i piccoli centri».
«La questione centrale resta politica e strategica – conclude Tortorelli –. Se vogliamo davvero contrastare il declino demografico della Basilicata, non basta promuovere il turismo o incentivare il ritorno nei borghi. Occorre garantire il diritto di cittadinanza attraverso servizi essenziali efficienti e accessibili. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare i piccoli comuni da luoghi della resistenza demografica a laboratori di una nuova qualità della vita. Per la Basilicata è una necessità per preservare identità, comunità e coesione sociale».
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