La redazione
SCANZANO JONICO — C’è un silenzio che non è omertà, ma è il rumore del dolore composto, della preghiera e di una dignità che toglie il fiato. La comunità di Scanzano Jonico si è radunata nella suggestiva e intima chiesetta del Palazzo Baronale per ricordare Nicola Scarascia, la cui tragica scomparsa ha lasciato una ferita profonda nel cuore di tutto il territorio. Una ferita aperta da quel drammatico 12 maggio 2026, giorno del ritrovamento del corpo di Nicola, avvenuto purtroppo pochissimi giorni dopo la sua scomparsa. Un momento terribile, che ha segnato l’inizio di un doloroso cammino per i suoi cari e per un’intera comunità che, da allora, attende risposte. Mentre le indagini delle forze dell’ordine vanno avanti senza sosta per fare piena luce sulla tragedia, oggi è stato il giorno del ricordo, della commozione e del conforto.
La santa messa è stata celebrata da Don Mark Stanislaus, arrivato da Montescaglioso — dove si trova attualmente — per tornare ad abbracciare una comunità che ben conosce, essendo stato in passato una guida spirituale molto amata nella zona. Al suo fianco, ha concelebrato la funzione Don Francesco Lauciello, attuale parroco di Scanzano. Durante la liturgia, Don Mark ha proclamato il Vangelo delle Beatitudini secondo Matteo, richiamando le parole di Gesù sulla montagna: il conforto per gli afflitti, la promessa per chi ha fame e sete di giustizia, e il valore degli operatori di pace.
Proprio partendo da questo messaggio di speranza, nel corso di un’omelia solenne e toccante, Don Mark ha tratteggiato il ricordo di Nicola con parole semplici e colme di affetto, ricordandolo come una persona educata e semplice che, quando tornava dalla Germania dove lavorava, non mancava mai di porgere un saluto o di condividere un momento. Il sacerdote ha poi lanciato un messaggio forte e chiaro a difesa del territorio, respingendo i cliché e i pregiudizi che spesso colpiscono la cittadinanza. Don Mark ha descritto Scanzano come una realtà genuina, fatta di lavoratori e di persone perbene, attente al prossimo e all’essere umano. Ha poi sottolineato che chi compie atti violenti o reati efferati lo fa perché ha smarrito la via, poiché dove c’è la presenza divina e Gesù nel cuore non può esserci spazio per il male. Con parole velate ma ferme, il celebrante ha ribadito che l’omertà non appartiene affatto alla comunità di Scanzano, la quale invece dona amore, giustizia e verità.
Il cuore pulsante della celebrazione è stato l’omaggio alla straordinaria forza d’animo dei cari di Nicola. I familiari erano lì in prima fila uniti in un dolore immenso affrontato con una compostezza e di dignità esemplare. Un atteggiamento che ha commosso tutti i presenti e che Don Mark ha voluto incoraggiare, esortandoli a farsi coraggio a vicenda e a stringersi nel calore della fede. La famiglia sta affrontando questa terribile tragedia senza urla o clamori, ma con la forza silenziosa di chi chiede solo una cosa legittima e sacrosanta ovvero la verità. La comunità di Scanzano Jonico ha dimostrato oggi di non voler lasciare soli i suoi cari e, nella speranza che la giustizia faccia presto il suo corso, si riscopre unita, solidale e custode del ricordo di un suo figlio tornato a casa troppo presto.

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