Il Poliambulatorio di Oppido Lucano, il Consultorio familiare e la Guardia Medica continueranno a rappresentare un presidio sanitario per la nostra comunità. Le interlocuzioni istituzionali avvenute con Regione Basilicata e ASP hanno confermato un orientamento preciso. La riorganizzazione della sanità territoriale non comporterà la soppressione dei servizi esistenti.
È una conferma importante, soprattutto dopo giorni in cui qualcuno, dai banchi della minoranza in Consiglio comunale, aveva scelto di avvelenare i pozzi della comunicazione pubblica, alimentando paure, tensioni e allarmismi su una materia delicata come quella della salute dei cittadini.
Per giorni si è tentato di screditare l’immagine del sindaco come se fosse addirittura corresponsabile di una presunta perdita dei servizi sanitari. Si è parlato di incapacità di incidere, di mancata difesa del territorio e di interlocuzioni inutili. Una narrazione costruita per colpire l’amministrazione comunale più che per informare correttamente la cittadinanza. Viene il dubbio che qualcuno sperasse che davvero le strutture sanitarie venissero soppresse per poter attaccare chi amministra con il chiaro mandato popolare.
Poi, però, la realtà si è manifestata diversamente da come era stata prospettata da resoconti affrettati.
Gli stessi che descrivevano scenari ormai compromessi hanno improvvisamente scoperto il linguaggio della prudenza, della “vigilanza” e della difesa della sanità territoriale. Un cambio di registro evidente, che somiglia molto a una marcia indietro rispetto ai toni utilizzati fino a pochi giorni prima.
Colpisce il racconto di una dinamica bizzarra secondo cui fino a pochi giorni fa ogni possibile riduzione dei servizi sanitari veniva attribuita al sindaco. Oggi, di fronte al loro mantenimento, il lavoro istituzionale dell’amministrazione comunale scompare improvvisamente dalle esternazioni della minoranza. Insomma, colpe sì, meriti no.
Sorprende ancora di più che questa linea sia stata sostenuta anche da chi da quasi trent’anni riveste ruoli politici, con cariche elettive o cooptazioni nelle segreterie di partito, e dovrebbe conoscere perfettamente il funzionamento della macchina amministrativa. Chi ha esperienza nelle istituzioni sa bene che i processi di riorganizzazione sanitaria sono complessi, richiedono confronto continuo e non possono essere piegati a esigenze di propaganda o di polemica permanente.
Amministrare una comunità significa assumersi responsabilità vere. Significa dialogare con gli enti sovracomunali, rappresentare con serietà le esigenze del territorio, lavorare nelle sedi istituzionali e difendere gli interessi dei cittadini senza inseguire scorciatoie comunicative o allarmismi costruiti ad arte.
È questo il lavoro che abbiamo fatto e che continueremo a fare, con equilibrio, credibilità e rispetto verso la nostra comunità.
Mirco Evangelista
Sindaco di Oppido Lucano
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