“La Basilicata si conferma tra le Regioni non adempienti ai Livelli Essenziali di Assistenza, con un punteggio complessivo nettamente inferiore alla media nazionale e forti criticità in ambiti decisivi come la prevenzione e l’assistenza territoriale”.
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, commentando i dati del monitoraggio del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe. “Non si tratta di numeri astratti – sottolinea Cifarelli –ma della misura concreta della incapacità di garantire ai cittadini lucani il diritto costituzionale alla tutela della salute. I punteggi assegnati alla Basilicata, soprattutto nell’area distrettuale e nella prevenzione, smentiscono la narrazione rassicurante ma fuorviante del governo regionale in carica da sette anni e raccontano un sistema che fatica a rispondere ai bisogni reali delle persone”.
Il quadro che emerge a livello nazionale è altrettanto preoccupante. “Il divario tra le Regioni – prosegue – supera in molti casi i 40 punti nelle singole macro-aree e vede diverse realtà del Mezzogiorno non raggiungere nemmeno i 200 punti complessivi su 300. È la fotografia di un Servizio sanitario nazionale sempre più diseguale”. Cifarelli richiama le valutazioni espresse dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in particolare sui rischi dell’equiparazione forzata tra Lea e Lep e sull’attuazione dell’autonomia differenziata.
“Avviare oggi l’autonomia differenziata in sanità, senza Lep chiaramente definiti e adeguatamente finanziati, significa trasformare le diseguaglianze esistenti in un sistema strutturale. Il rischio è proclamare diritti che restano sulla carta, svuotando di contenuto il principio diuguaglianza sancito dalla Costituzione”.
“Di fronte a questi dati – aggiunge il Consigliere – il governo regionale è chiamato a una scelta politica chiara: difendere i diritti dei cittadini o accettare passivamente una riforma che penalizza la Basilicata. Occorre assumere una posizione netta e costruire, con le altre Regioni in difficoltà, un fronte istituzionale capace di impedire che l’autonomia differenziata diventi un moltiplicatore di diseguaglianze e un colpo diretto al diritto allasalute”.
In questo contesto – conclude Cifarelli – l’incremento delle risorse previsto dalla legge di Bilancio 2026 rappresenta un segnale positivo, ma insufficiente se non accompagnato da una visione nazionale forte e da criteri di riparto realmente più equi.
Matera, 15 gennaio 2026
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