SAN MAURO, NUOVO ALTARE PER LA CHIESA MADRE 

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Sostituito dopo 60 anni. Nuovo anche l’ambone. Entrambi in marmo, realizzati da un artigiano del posto

SAN MAURO FORTE – Un altare nuovo di zecca per la chiesa Madre di San Mauro Forte. Tutto in marmo. Per la prima volta in tutta la sua lunga storia. È stato realizzato, su diretta commissione della Curia, da Antonello Mega, uno degli ultimi artigiani rimasti in paese. Dopo circa un mese di lavoro, ora dà nuova luce al principale edificio sacro dell’abitato benedettino. Ha preso il posto del precedente, tutto in legno, realizzato in economia dal compianto don Mario Venece grazie alle sue spiccate doti artistiche. Dopo lo storico Concilio Vaticano II, che stabilì che la messa si celebrasse di fronte al popolo e non più di spalle, l’allora parroco, originario di Montemurro, realizzò fra il 1965 e il 1966, l’altare durato ben 60 anni. Non solo. Oltre all’altare è stato realizzato anche l’ambone, entrambi in marmo Botticino con intaglio di rosso Asiago. Un tipo di marmo fra i più pregiati per le sue caratteristiche calcaree. L’altare è lungo 1 metro e 80 centimetri per 85 centimetri di profondità ed altezza e ha un’immagine frontale che ritrae l’Ultima Cena in basso rilievo. L’ambone, invece, è 1,40 metri per 60 cm di larghezza. Le due nuove opere sono state inaugurate alla vigilia della festa di San Rocco, che nel paese benedettino della Collina materana si celebra nei primi 3 giorni di settembre. A presiedere la partecipata funzione religiosa di consacrazione dell’altare e benedizione dell’ambone il vescovo delle Diocesi di Tricarico e di Matera-Irsina, Mons. Benoni Ambarus. Soddisfazione da parte dell’attuale parroco di San Mauro Forte, don Giorgio Saleh, che in nemmeno tre anni di mandato sacerdotale e grazie alla preziosa collaborazione con l’ufficio tecnico della Curia, con l’ufficio beni culturali (nella persona di don Giovanni Trolio) e con la Soprintendenza ai beni culturali della Basilicata è riuscito a ridare una nuova “immagine” alla chiesa matrice, edificata sulle rovine dell’antico palazzo feudale e intitolata a “Santa Maria Assunta”. 

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