Riorganizzazione della medicina territoriale. Albano: i presidi sanitari essenziali vanno difesi

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Oggi ho partecipato in Regione, in qualità di vicepresidente ANCI, all’Assemblea generale di ANCI Basilicata dedicata alla riorganizzazione della medicina territoriale, insieme al Presidente Gerardo Larocca, al Direttore generale dell’ASP Giuseppe De Filippis e all’Assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le linee di riorganizzazione previste per l’ASP, con ricadute sui presidi di continuità assistenziale, le cosiddette guardie mediche. Dal 25 maggio il provvedimento avrebbe riguardato l’area dell’ASP di Potenza, ma la stessa impostazione sarebbe poi stata estesa anche all’ASM e alla provincia di Matera, con possibili effetti anche per la nostra comunità.

Come Sindaci abbiamo fatto sentire una voce chiara, facendo capire che le Case di Comunità possono essere un passo avanti solo se servono a rafforzare la sanità territoriale. Se invece diventano il motivo per arretrare sui servizi già presenti, il rischio è quello di lasciare più soli proprio i cittadini che hanno maggiore bisogno di prossimità.

Una guardia medica, in molti Comuni, significa sicurezza, assistenza nelle ore più delicate e presenza sanitaria vicina alle persone, soprattutto per anziani, famiglie e territori con distanze importanti, viabilità complessa e tempi di percorrenza spesso decisivi.

Per questo era fondamentale intervenire prima che la rimodulazione prevista dal 25 maggio producesse effetti penalizzanti sui territori. Dal confronto di oggi è arrivato un segnale importante, con l’impegno a rivedere il percorso distretto per distretto, coinvolgendo i Sindaci interessati, i tecnici e i Direttori generali delle aziende sanitarie di appartenenza. Le soluzioni dovranno essere valutate tenendo conto delle esigenze reali delle comunità.

È un risultato che nasce dalla determinazione dei Sindaci e dalla volontà di affermare un principio fondamentale, quello di una sanità di prossimità costruita ascoltando i territori e coinvolgendo chi ogni giorno rappresenta le comunità.

Ora continueremo a seguire ogni passaggio con attenzione, anche per Pisticci, perché i presidi sanitari essenziali vanno difesi e il diritto alla salute deve valere allo stesso modo nei Comuni più piccoli, nelle aree interne e nei territori più distanti dai grandi centri.

Domenico Albano sindaco di Pisticci

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