RICERCA IDROCARBURI “La CAPRIOLA”. Antonio Grieco: un’area già compromessa, senza bonifica e con fondi pubblici persi

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Torna all’attenzione pubblica, con il PARERE FAVOREVOLE DELLA REGIONE BASILICATA l’istanza
di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominata “La Capriola”, ricadente nei
territori dei Comuni di Pisticci, Bernalda, Montescaglioso, Pomarico e altri del Metapontino.
È doveroso ricordare che non si tratta di una questione nuova. Già nel 2013 tale istanza fu oggetto di
approfondita istruttoria tecnica da parte del Comune di Pisticci, culminata in una Relazione tecnica
ufficiale redatta dall’ Ing. Antonio Grieco, allora Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Pisticci,
e posta a fondamento di una Deliberazione del Consiglio Comunale (DCC n. 40 del 19/03/2013).
Quella Relazione evidenziava criticità ambientali e territoriali di assoluta gravità, legate in particolare a:
 presenza del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Valbasento,
 inquinamento delle falde e dei suoli;
 rischio idrogeologico elevato (aree R3 e R4),
 interferenze con aree di pregio ambientale (IBA “Calanchi della Basilicata”),
 incompatibilità con lo sviluppo turistico, agricolo e produttivo del territorio.
Una situazione oggi ancora più grave
A distanza di oltre tredici anni, il quadro non solo non è migliorato, ma risulta ulteriormente aggravato.
Dal 2013 ad oggi:
 la bonifica del SIN Valbasento non è stata avviata né completata, nonostante la disponibilità di
ingenti risorse pubbliche;
 la Regione Basilicata, quale soggetto attuatore dell’Accordo di Programma Quadro (APQ)
sottoscritto nel 2013, non ha assunto le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro i termini,
determinando una riduzione sostanziale dei finanziamenti;
 per il SIN Valbasento si è passati da circa € 23.473.521,01 ad € 16.799.772,00, limitando
l’intervento a soli 3 progetti (invece di 6 progetti approvati, tra cui il Piano di caratterizzazione
della Pista Mattei) e con una perdita di finanziamento di circa € 6.600.000,00 riducendo
drasticamente gli interventi di messa in sicurezza e bonifica
Nel frattempo, restano pienamente vigenti le Ordinanze Sindacali che vietano l’uso agricolo e irriguo delle
aree e delle acque sotterranee del SIN, a tutela della salute pubblica.
Un paradosso inaccettabile
In questo contesto, riproporre o riattivare un permesso di ricerca di idrocarburi in un’area:
 già dichiarata inquinata di interesse nazionale,
 non bonificata,
 con fondi pubblici persi,

 e con vincoli ambientali e sanitari tuttora attivi,

rappresenta un paradosso istituzionale e ambientale, oltre che una scelta in evidente contrasto con i principi

di PRECAUZIONE, TUTELA DELLA SALUTE E SVILUPPO SOSTENIBILE sanciti dalla normativa

nazionale ed europea.

Informare i territori per tutelare le comunità

Questo comunicato intende sensibilizzare l’intero territorio interessato, i cittadini e le Amministrazioni

comunali coinvolte, ricordando che:

 esiste già una valutazione tecnica ufficiale da parte del Comune di PISTICCI,

 esiste già una chiara presa di posizione del Consiglio Comunale di Pisticci,

 le motivazioni di contrarietà allora espresse sono oggi ancora più fondate, alla luce del mancato

risanamento ambientale.

Si suggerisce, di valutare iniziative istituzionali coordinate, anche in sede consiliare e intercomunale, per la

tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e delle reali prospettive di sviluppo del territorio.

Ing. Antonio Grieco

ex Dirigente Settore Ambiente del Comune di Pisticci

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dcc n. 40 del 19.3.2013

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