Riapertura del Tribunale di Melfi: il Presidente Giordano udito alla Camera dei Deputati

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“La riapertura del Tribunale di Melfi non rappresenta un ritorno al passato, ma un importante passo in avanti verso una giustizia più moderna, efficiente e realmente vicina ai cittadini. Un passo verso uno Stato che non arretra nei territori più fragili, ma sceglie di esserci proprio laddove la sua presenza è maggiormente necessaria”.

Così il Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, udito davanti alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati presieduta dal Vicepresidente Federico Cafiero De Raho. Presente all’audizione anche l’ex consigliere provinciale e consigliere comunale di Melfi, Enzo Bufano.

“Oggi abbiamo convintamente sostenuto la riapertura del Tribunale di Melfi – prosegue Giordano – Una battaglia che, come Provincia, abbiamo portato avanti fin dallo scorso 27 novembre, con l’approvazione all’unanimità di una mozione favorevole alla sua riapertura, così come circa venti Consigli comunali dell’ex circondario giudiziario.

Le aree interne non hanno bisogno di meno Stato, hanno bisogno di più Stato. Hanno bisogno di politiche che investano proprio dove le difficoltà sono maggiori perché è lì che si misura la capacità della Repubblica di garantire davvero l’uguaglianza sostanziale prevista dall’articolo 3 della Costituzione.

Il Tribunale di Melfi è stato, e continua ad essere nella memoria collettiva, un presidio di Giustizia fondamentale per i nostri territori sinonimo di legalità, sicurezza, tutela dei diritti e di vicinanza dello Stato ai cittadini. Non era soltanto un edificio nel quale si amministrava la giustizia, ma un punto di riferimento istituzionale per oltre centomila persone e per un’area strategica dell’intera Basilicata.

Nel territorio – prosegue – insistono, infatti, il carcere di massima sicurezza di Melfi, il più importante polo industriale della Basilicata con lo stabilimento Stellantis e il relativo indotto, oltre ad aziende di rilievo internazionale e numerose altre realtà produttive che occupano migliaia di lavoratori. In un contesto economico di tale rilevanza, la presenza di un presidio giudiziario costituisce un elemento strategico. Significa offrire certezza del diritto, garantire sicurezza agli investimenti, sostenere la competitività delle imprese e contrastare i fenomeni di delocalizzazione.

Il Vulture-Melfese rappresenta, inoltre, un territorio di confine tra Basilicata, Puglia e Campania, esposto al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata proveniente anche dall’area foggiana, come più volte evidenziato dalle relazioni della Direzione Distrettuale Antimafia. A ciò si aggiunge la presenza di fenomeni criminali autoctoni che negli anni hanno profondamente segnato questo territorio.

Oggi non siamo chiamati semplicemente a decidere se riaprire un tribunale. Siamo chiamati a decidere quale idea di Stato vogliamo costruire.

La Basilicata è una delle regioni che più soffrono lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e l’isolamento infrastrutturale. Ed è proprio per questo che ha bisogno di una presenza ancora più forte delle istituzioni.

Non chiediamo di tornare indietro – conclude – Chiediamo di andare avanti. Sarebbe una scelta di giustizia, ma sarebbe anche una scelta di visione. Una scelta che guarda al futuro della Basilicata e, più in generale, al futuro delle aree interne del nostro Paese.”

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