Ce lo ha ricordato qualche giorno fa, il Cavalier Giuseppe Quinto (RIKMEN), all’epoca attivista politico che contribuiva a preparare la festa del I° Maggio di tanti anni fa. Una giornata, quella del I° maggio, ricordiamo, mista di cortei attraverso l’abitato, toccando un po’ quasi tutti i rioni della città, comizi sindacali e tantissimo divertimento con giochi vari, tra cui l’immancabile palo della cuccagna. C’era tanta disoccupazione e si viveva con stenti e sacrifici. Erano gli anni che seguirono la fine del secondo Conflitto Mondiale caratterizzato, da tante criticità che la guerra ci aveva lasciato in circa cinque anni di combattimenti, prigionie e soprattutto morti di tanti nostri soldati che sfortunatamente non avevano fatto più ritorno alle loro case e alle loro famiglie. Tempi duri e magri, che molte volte portavano all’occupazione delle terre e altre possibili conquiste per cambiare un tenore di vita che allora significava mancanza di lavoro accompagnato da tantissima miseria e fame per la maggior parte delle nostre famiglie. Si andò avanti così per diversi anni, fino al luglio 1961 quando improvvisamente uno spiraglio di luce illuminò il nostro territorio con la nascita dell’ ANIC di Pisticci Scalo, grazie ad Enrico Mattei che proprio nelle nostre terre aveva intravisto una possibilità di sviluppo con la scoperta del metano che scorreva nel sottosuolo. Un evento, , quello del 29 luglio di quell’anno, con la posa della prima pietra del nuovo stabilimento di Pisticci Scalo, che segnò una data importantissima per la nostra economia con l’assunzione di migliaia di giovani, che così si potevano programmare un futuro migliore e tranquillo, mettendo su famiglia e magari costruire una propria casa e comprare una moto, un’automobile, un frigorifero per i propri bisogni. Ma noi oggi, 1° maggio 2026, non a caso vogliamo ricordare quella che per tanti anni, ma anche dopo, ha rappresentato una data importante per tutti i lavoratori. Quel primo maggio di tanti anni fa infatti, ricordava a tutti l’importanza della necessità del lavoro per il sostenimento familiare, magari affrontando lotte che non sempre raggiungevano l’obiettivo.. Ma quel giorno , lo vogliamo ricordare come un giorno di grande festa per tutti, che richiamava nelle nostre piazze operai, artigiani, studenti che attraverso cortei inneggiavano al lavoro, che non c’era, e alla necessità dell’occupazione per chi ne aveva bisogno. Nella nostra città, ricordiamo, a movimentare quelle masse di cittadini, erano soprattutto i compianti sindacalisti Domenico Giannace e Pasquale Radesca che, immancabilmente, per il loro sindacato, la CGIL, organizzavano quel giorno di festa, ma anche di protesta per un domani migliore. Immancabile il lungo corteo che partiva da piazza Umberto con la presenza di donne e politici di partiti di sinistra soprattutto del Partito Comunista Italiano con in testa l’Onorevole Nicola Cataldo, pluri sindaco di Pisticci, del Partito Socialista ( Domenico Bellini, Antonio Calciano, Nicola Auricchio e altri) e Partito Socialista Democratico (Più tardi fu registrata anche la partecipazione ufficiale alla festa del 1° Maggio, della CISL con l’arrivo a Pisticci del sindacalista Nicola Dolce.) Il corteo annuale, attraversava tutte le principali vie del nostro abitato e che si concludeva intorno a mezzogiorno, sempre in piazza Umberto 1° con i comizi degli organizzatori. Era l’occasione per vendere copie dei giornali L’UNITA’, PAESE SERA e L’AVANTI, da parte di Angelo Cerabona che faceva concorrenza alla edicola di Piazza Umberto dei fratelli “PEPPANTONIO Forte”. Durante il pomeriggio erano organizzate la varie corse nel sacco e altri giochi e la serata si concludeva con la esibizione di una orchestrina che andava avanti fino a mezzanotte inoltrata, ma anche con la spettacolare scalata all’albero della CUCCAGNA con in vetta tanto ben di DIO, premio per chi, prima degli altri riusciva a con forza e abilità a raggiungerlo. Ed era gran festa e osanna per tutti a conclusione di una giornata di una particolare festa, che, anche se per poco, faceva dimenticare tante preoccupazioni con la partecipazione in piazza di tantissimi lavoratori con le loro famiglie magari, auspicavano un migliore 1° Maggio dell’anno seguente. Purtroppo non era sempre così, anche se attraverso la forza e la tenacità dei nostri lavoratori, non si perdeva mai la fiducia in un domani migliore.
VIVA IL PRIMO MAGGIO.
MICHELE SELVAGGI
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