PISTICCI: QUANDO IL DENARO PUBBLICO DIVENTA UN BANCOMAT PER OPERE INUTILI

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C’è una domanda che ogni cittadino dovrebbe porre a chi amministra il Comune di Pisticci: con quale criterio vengono scelti gli interventi da finanziare?
Perché, osservando ciò che è stato realizzato e ciò che si continua a progettare, la sensazione è che le priorità della comunità siano finite in fondo a un cassetto, sostituite dalla frenesia di affidare incarichi di progettazione e lavori che, nella migliore delle ipotesi, rispondono a esigenze del tutto marginali.
Il fantomatico giardino verticale, già di per sé simbolo di una discutibile idea di sviluppo, è diventato il monumento allo spreco del denaro pubblico. Ma non basta.
Mentre il paese cade letteralmente a pezzi, con decine di strade di Pisticci e Marconia che attendono da anni il rifacimento del manto stradale; mentre cittadini e turisti sono costretti a cercare inutilmente bagni pubblici dignitosi a Pisticci, Marconia e perfino nella frazione di Tinchi; mentre il degrado di tanti spazi pubblici è sotto gli occhi di tutti, l’Amministrazione trova il coraggio di destinare altri centinaia di migliaia di euro ad opere la cui utilità sfugge alla quasi totalità dei cittadini.
Prendiamo il progetto di infrastrutturazione delle aree verdi. Circa 200 mila euro per realizzare una strada ripidissima che sembra condurre nel nulla, in un’area notoriamente vulnerabile sotto il profilo idrogeologico. In un contesto del genere qualsiasi tecnico dotato di buon senso penserebbe prima alla piantumazione di alberi e al consolidamento naturale del versante, non certo alla realizzazione di nuove opere in cemento.
Ed allora la domanda è inevitabile.
Assessore Negro, qual è la ratio di questo progetto?
È una scelta politica maturata all’interno della Giunta oppure è uno di quei progetti che arrivano miracolosamente dall’alto dei cieli senza che nessuno si chieda se rispondano davvero agli interessi della collettività?
E ancora.
Come si giustificano i circa 400 mila euro impegnati per la riqualificazione della Villa Comunale?
C’era davvero la necessità di trasformare uno spazio verde con nuove colate di cemento armato e strutture che alterano un luogo che dovrebbe essere destinato soprattutto agli alberi, al verde e alla mitigazione ambientale? Oppure anche questa è un’opera nata semplicemente perché c’erano fondi da spendere?
Il sospetto che nasce spontaneo è che, troppo spesso, non si progettino le opere di cui il paese ha bisogno, ma si cerchino bisogni artificiali per giustificare nuovi progetti, nuovi incarichi professionali e nuovi appalti.
Se così fosse, sarebbe il tradimento più grave del mandato ricevuto dai cittadini.
Amministrare non significa spendere tutto ciò che arriva nelle casse comunali. Significa stabilire delle priorità, risolvere prima le emergenze e solo dopo pensare al superfluo.
Un buon amministratore lascia ai posteri opere utili.
Un cattivo amministratore lascia soltanto cemento, debiti di manutenzione e cittadini sempre più convinti che il denaro pubblico venga utilizzato senza una vera visione.
Egregio Sindaco, egregi Assessori, guardando ciò che avete realizzato e ciò che state ancora realizzando, è difficile intravedere un disegno organico di sviluppo del territorio. Al contrario, emerge l’immagine di un’amministrazione che procede per interventi scollegati, privi di una gerarchia delle priorità e spesso lontani dai bisogni reali della popolazione.
Per questo i cittadini hanno il diritto di domandarsi: ma le opere realizzate in questi anni hanno davvero migliorato la qualità della vita della comunità, oppure hanno semplicemente alimentato una lunga stagione di progetti che, privi di una reale utilità collettiva, avevano come unico obiettivo quello di foraggiare immorali interessi di amici e compari?

Francesco Di Benedetto

Referente del Comitato costituente di FUTURO NAZIONALE – 462 – Pisticci (MT)

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